Calatafimi, mega-impianto di rifiuti: bocciato il progetto per impianto da 145.000 tonnellate

Gallitello zona strategica, al centro della provincia di Trapani, continua ad essere mira di pubblici e privati per la costruzione, in questa porzione del comune di Calatafimi, di impianti per lo smaltimento e la lavorazione dei rifiuti.  Dopo che un paio di comitati civici ed alcune associazioni ambientaliste erano riuscite a bloccare il progetto di costruzione di un impianto per la produzione di bio-gas ed a rilanciare invece la nascita di un centro pubblico per il compostaggio dell’organico, adesso la Owac srl di Palermo ha presentato un altro progetto per un impianto che dovrebbe sorgere sempre a Gallitello, al fianco di quello pubblico.

I tecnici dello studio di progettazione, quelli che nell’ambiente delle energie vengono chiamati “sviluppatori”, hanno ipotizzato la nascita di un colosso in grado di lavorare 145.000 tonnellate di rifiuti, 65.000 di organico e ben 80.000 di RSU. In pratica l’impianto dovrebbe lavorare una quantità di organico pari a più del doppio di quanto previsto per la struttura pubblica attigua.  Inoltre riceverebbe anche tantissimi rifiuti solidi urbani indifferenziati. Il comune di Calatafimi, sia la giunta che il consiglio, si sono comunque già messi di traverso e hanno bocciato il progetto della OWAC, senza se e senza ma. “Gallitello – ha detto il sindaco Nino Accardo – rischiava di diventare la pattumiera di mezza Sicilia. Qualcosa di assurdo soprattutto se realizzato al fianco di un impianto pubblico, già molto grosso,  di compostaggio”.

L’iter per la realizzazione del nuovo centro va velocemente avanti. La giunta Musumeci ha già approvato il progetto definitivo presentato dai tecnici con un certo ritardo sulla tabella di marcia. Adesso, prima di bandire la gara d’appalto e cominciare i lavori, si attende soltanto il decreto di finanziamento. L’impianto di compostaggio di Gallitello andrebbe a risolvere quasi definitivamente il problema dello smaltimento dell’organico in provincia di Trapani.