Buseto Palizzolo: cocktail di farmaci, muore ristoratore

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BUSETO PALIZZOLO – Una prima dose, poco dopo ne fa una seconda. Prima ancora altri farmaci ingurgitati ma senza alcuna prescrizione del medico. Una decisione letale per un giovane albergatore di Buseto Palizzolo, stroncato da uno shock anafilattico provocatogli da un farmaco. I carabinieri della Compagnia di Alcamo hanno aperto un’indagine, sotto la supervisione della Procura di Trapani, per cercare di fare luce sulla morte di un uomo  avvenuta nella sua abitazione nel piccolo paesino della provincia trapanese, nella serata di sabato scorso. Il suo cuore ha cessato di battere dopo essersi inalato diverse dosi di un antidolorifico e di altri farmaci: lo ha attestato l’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani dove la vittima è stata trasportata in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni. Il trentacinquenne, di professione ristoratore, da qualche giorno non stava bene: accusava i sintomi di una bronchite e un’altissima febbre. Secondo una prima ricostruzione fatta dai militari dell’Arma pare che in maniera autonoma avesse deciso di inocularsi una prima dose di un farmaco con effetti antidolorifici che era nelle sue disponibilità. A distanza di qualche ora, con l’acuirsi dei dolori, pare che abbia optato per iniettarsi una seconda dose del medicinale. Una scelta che si è rivelata fatale. L’uomo ha cominciato ad accusare forti problemi respiratori: è stato lanciato l’allarme al 118, un’ambulanza lo ha trasportato d’urgenza al nosocomio trapanese ma per lui non c’è stato nulla da fare. I medici dell’ospedale trapanese ne hanno constatato il decesso confermando che le cause della morte sono dovute ad uno shock anafilattico originato proprio dall’assunzione del farmaco. La Procura ha cercato di ricostruire le ultime ore di vita del giovane. Secondo quanto raccontato dai genitori, con cui il trentacinquenne viveva, la vittima aveva assunto diversi antibiotici perché non riusciva a far calare la febbre e i dolori. Dopodichè avrebbe deciso autonomamente, quindi senza alcuna consultazione medica, di inalarsi anche un antidolorifico che già in passato aveva assunto senza alcuna conseguenza. Secondo il referto dei medici proprio questo cocktail di farmaci nel sangue del ragazzo avrebbe innescato una reazione che si è rivelata fatale. Intanto il magistrato della Procura trapanese ha ordinato il sequestro del farmaco e di tutta l’attrezzatura utilizzata. L’inchiesta comunque sembra essere già conclusa: è stata infatti disposta la restituzione della salma alla famiglia. Pare che non ci sia alcuna responsabilità medica: secondo quanto risulta agli inquirenti nessuno avrebbe prescritto questi farmaci al ristoratore busetano che quindi avrebbe fatto tutto autonomamente.

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