Balestrate: porto chiuso, si aprono spiragli?

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BALESTRATE – Un nuovo spiraglio si apre per il porto di Balestrate, ancora oggi chiuso nonostante i tanti annunci e soprattutto i molti soldi spesi e le aspettative economiche del territorio. Il sindaco Totò Milazzo finalmente è riuscito a mettersi in contatto con il governo regionale direttamente con il presidente Rosario Crocetta a cui ha illustrato tutta la vicenda: “Mi è stato assicurato dal governatore – precisa – che domani incontrerà il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Gaetano Gullo, sul cui tavolo giace il provvedimento per l’assegnazione della gestione. Speriamo che arrivino notizie positive”. Nel frattempo però l’amministrazione e il consiglio comunale hanno deciso di non stare più ad attendere. Sembra al momento però tramontare la prima ipotesi del sindaco di citare in giudizio la Regione per la mancata apertura del porto: “Ho consultato due legali – sostiene – che mi hanno detto che in questa fase il Comune non ha nessun interesse legittimo in tale vicenda. Solo quando la Regione si pronuncerà nel merito definitivamente allora si potrebbe aprire un procedimento”. Nel contempo si è tenuto un consiglio comunale straordinario aperto per discutere proprio sui ritardi legati alla mancata apertura della struttura portuale quando invece l’obiettivo sembra ad un passo. Il civico consesso, di concerto con l’amministrazione comunale, ha deciso di mobilitarsi per coinvolgere tutta la cittadinanza: “Si è stabilito – afferma Vito Rizzo, leader del movimento Spazio Comune che rappresenta l’opposizione – di fare un incontro in piazza e contestualmente di avviare una raccolta firme da inviare alla Regione, con tempi da concordare”. L’iniziativa si terrà sabato o domenica prossima. La tensione però va sempre più salendo in paese: esempio tangibile la scritta dei giorni scorsi a caratteri cubitali sulla banchina in cui si additavano i presunti colpevoli di questa mancata apertura del porto. La procedura si è bloccata attorno a tre ricorsi contro l’assegnazione della gestione alla Marina di Balestrate srl, di cui uno è stato presentato dal socio di minoranza della stessa aggiudicataria per presunte “irregolarità interne agli assetti societari”. Questo ha creato non poco scompiglio, con l’ufficio Legale della Regione chiamato in causa dall’assessorato al Territorio a evidenziare che questa situazione potrebbe creare una certa destabilizzazione interna alla società e che potrebbe avere ripercussioni nella gestione futura dell’area. Una situazione ingarbugliata che nel frattempo ha lasciato al palo un’opera faraonica costata qualcosa come 30 milioni di euro, scuciti dall’Unione Europea e dalla Regione. I cantieri oramai sono chiusi dal 2009 ma nel frattempo si sono susseguiti prima i ricorsi al Tar del Comune per l’affidamento della gestione dell’area, poi vi fu l’indagine della Procura di Palermo che evidenziò l’uso di cemento depotenziato ed infine affiorarono i problemi legati all’insabbiamento dei fondali. Ora questi altri ricorsi a chiudere il cerchio, e così si può dire, una tipica storia in salsa siciliana.

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