Avviato l’appalto per completare il museo musicale ad Alcamo

Insegnante di musica, specializzazione chitarra, per professione. Globtrotter alla caccia nei posti più disparati del mondo di strumenti musicali multietnici. Lui è Fausto Cannone, morto nel settembre di tre anni fa all’età di 78 anni. Ha donato al Comune di Alcamo un patrimonio di  originali strumenti. Oltre 200, ospitati nell’ex chiesa di San Giacomo de Spada. Ora il Comune intende definire la musealizzazione della collezione. “La chiesa dal 2017 ospita la straordinaria collezione di strumenti unica in Italia”, dice l’assessore alla Cultura Lorella Di Giovanni. La giunta ha voluto la musealizzazione della collezione, individuando una linea di finanziamento finalizzata alla realizzazione di un centro di aggregazione culturale, tappa dei percorsi turistici dell’isola e in particolare della provincia di Trapani.

Il progetto da una parte si propone, valorizzandola, l’esistenza dell’unicità del nostro territorio per la sua collocazione al centro del Mediterraneo e crocevia di popoli, culture e scambi commerciali, dall’altra riprende l’idea storica alla base della Chiesa e dello storico “ospitale” ad esso connesso punti di passaggio dei pellegrini in cammino verso Santiago di Compostela”. E in effetti l’ex chiesa ospitava pellegrini di passaggio da Alcamo.  L’importo per i lavori è di 142 mila euro, grazie ai fondi del Gal “Golfo di Castellammare”. “Al momento sono in corso le procedure di gara- afferma l’assessore Di Giovanni – relative alla individuazione del direttore dei lavori  anche quelle per i lavori”. Gli strumenti saranno valorizzati con un nuovo allestimento in una mostra permanente per la fruizione turistico-culturale e per lo svolgimento di attività ricreative e pedagogiche rivolte sia alla cittadinanza che ai visitatori che percorrono gli itinerari all’interno del tessuto urbano del centro storico di Alcamo. L’alcamese  Fausto Cannone per oltre 30 anni ha dato la “caccia” a strumenti musicali.  Fausto Cannone ovvero “Il cacciatore” di strumenti musicali etnici ha passato il mondo a setaccio. In particolare ha girato in lungo e in largo per  l’Estremo Oriente.

Ha raccolto strumenti dei cinque continenti, (tutti perfettamente funzionanti), la maggior parte dei quali rappresentano una vera e propria rarità. I loro nomi sono spesso difficili da pronunciare ma emanano dolci suoni: sarinda, gansira, swaperti, marambao, vojnica, sitar, liuto pi pà, bouzuki, shamir, banjo, tamburi, cormanuse, fisarmoniche, trombe etc .  “Ogni strumento – diceva Fausto Cannone –  ha per me un significato particolare perché è espressione genuina della cultura del suo popolo”.  Una passione che non è stata un appagamento estetico fine a se stesso, ma che ha rappresentato la ricerca delle identità di vari popoli attraverso la musica. “Il cacciatore” di strumenti musicali etnici ha girato in lungo e in largo per la Thailandia,  Cina, Nepal, India, Tibet, Corea, Giappone, Indonesia, Malesia, Cambogia, Polinesia, Pakistan, Turchia, Egitto, Arabia Saudita, Siria, Marocco, Algeria, Tanzia, Kenia, Monzambico, Congo, Venezuela, Cile, Bolivia, Brasile, Perù, Nuova Zelanda, Stati Uniti, ex Jugoslavia, Grecia, Finlandia, Scozia, , Grecia, Russia, Cecoslovacchia, Ungheria, Germania, Australia e naturalmente l’Italia.