Alcamo: voto di scambio, udienza al 4 ottobre

ALCAMO – E’ stata notificata al Comune di Alcamo la richiesta di rinvio a giudizio dei 7 imputati al processo per il reato di voto di scambio risalente alle amministrative del 2012. L’udienza è stata fissata al tribunale di Trapani dal Gup Lucia Fontana per il prossimo 4 ottobre. Si chiude in questo modo la fase istruttoria della vicenda e dopo l’estate avrà inizio quindi il capitolo giudiziario. La Procura trapanese avrebbe appurato un sistema politico, posto in essere dall’entourage politico a sostegno dell’attuale sindaco Sebastiano Bonventre, che aveva lo scopo di portare voti allo stesso attuale primo cittadino per la sua elezione che avvenne con appena 39 voti di scarto rispetto al suo antagonista, l’esponente del movimento Abc Niclo Solina. Il Comune di Alcamo si è in merito costituita in giudizio e quindi sarà parte offesa, insieme ad ogni libero cittadino elettore che ha avuto la possibilità anche di costituirsi in seguito alla “rivoluzionaria” decisione del giudicwe. Imputati in primis l’ex senatore Nino Papania e il consigliere comunale dell’Ucd Antonio Nicolosi, e poi Massimiliano Ciccia, Giuseppe Bambina, Giuseppe Galbo, Giuseppe Milana, Filippo Renda, imputati del reato di “voto di scambio”. Secondo l’accusa i 7 protagonisti della vicenda giudiziaria avrebbero posto in essere un sistema tale “al fine di ottenere a vantaggio del candidato sindaco Bonventre e delle 5 liste allo stesso collegate il voto elettorale, promettendo somme di denaro nell’ordine di 50 euro per ogni voto a più elettori non meglio identificati”. Sempre secondo l’accusa sarebbe stato promesso ad alcuni elettori, ben identificati questa volta, “in cambio del voto un posto di lavoro all’Aimeri Ambiente”, la società di gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in città. Secondo la Procura l’organizzazione avrebbe costruito una rete tale imponendo agli elettori “le modalità di voto e corrispondendo loro svariate somme di denaro”. Un’inchiesta che avrebbe anche scoperchiato uno scandalo dietro un altro: dalle indagini alcuni sostenitori di Binventre si sarebbero accaparrati, tramite alcune associazioni onlus a loro riconducibili, “consistenti derrate alimentari presso il Banco delle Opere di Carità Sicilia che poi facevano distribuire nel periodo immediatamente precedente la campagna elettorale e fino a quando non avevano luogo le operazioni di voto a famiglie alcamesi non abbienti in cambio della promessa di voto. “Al fine di tutelare i propri interessi – ha motivato nella delibera la giunta municipale alcamese – si procede alla costituzione di parte civile avvalendosi direttamente dell’avvocatura Comunale e conferendo all’avvocato Giovanna Mistretta mandato di legge”.

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