Alcamo: Vigili urbani, ispettore capo nei guai

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Alcamo – Un capo ispettore del comando dei vigili urbani di Alcamo finisce nei guai per avere fatto volutamente allontanare una lavoratrice in nero durante una ispezione dei carabinieri all’interno dell’azienda per la quale lavorava la donna senza un regolare contratto. Rischia di finire sotto processo: per lui infatti è stata inoltrata la richiesta di rinvio a giudizio dal sostituto procuratore di Trapani, Sara Morri. Per lui l’accusa è di “violazione dei principi di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione” e per avere creato un danno economico all’ente per il quale lavora, quindi il Comune di Alcamo. Ad essere finito nell’occhio del ciclone Francesco Miciletto, Sottufficiale del Corpo di Polizia Municipale, per l’ipotesi di abuso in atti d’ufficio. L’udienza preliminare nella quale sarà stabilito se rinviare a giudizio l’indagato si terrà al tribunale di Trapani il prossimo martedì 29 aprile. Il pesante capo d’imputazione scaturisce da un episodio che si è verificato nei mesi scorsi. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero, in base ovviamente alle testimonianze raccolte, Miciletto avrebbe preso parte in collaborazione con il nucleo radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Alcamo ad una ispezione all’interno di un’azienda locale di vendita di auto nuove ed usate, l’Auto Idea di contrada Palma che risulta essere di proprietà dell’alcamese Benedetto Coraci. Pare che una volta dentro Miciletto si sia avvicinato ad una dipendente dell’attività commerciale e le abbia intimato di allontanarsi in quanto in atto vi era un controllo amministrativo. Sapeva che la donna non era contrattualizzata, nonostante lavorasse all’interno del salone auto di vendita auto, ed evidentemente proprio per questo motivo, secondo l’accusa, avrebbe esortato la “fuga” del lavoratore la cui posizione irregolare avrebbe messo nei guai il titolare. I carabinieri si sono accorti di quanto accaduto ed hanno verbalizzato ogni cosa. Per il Sostituto procuratore che si sta occupando del caso l’ispettore capo dei casci bianchi avrebbe commesso un abuso d’ufficio, anticipando i motivi dell’ispezione. Inoltre avrebbe commesso, sempre secondo il sostituto procuratore di Trapani, un danno economico nei confronti della pubblica amministrazione: la sanzione per l’utilizzo di un lavoratore in nero oscilla tra le mille e 500 e le 12 mila euro e viene maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo che viene accertato. La giunta guidata dal sindaco Sebastiano Bonventre, analizzata la richiesta di rinvio a giudizio, ha delibera di costituirsi parte civile perché si considera in questa vicenda parte lesa, come d’altronde asserisce la stessa Sara Morri. “Abbiamo ritenuto di costituirci parte civile – sostengono sindaco e assessori nel provvedimento – al fine di tutelare i propri interessi nel procedimento avvalendoci direttamente dell’avvocatura Comunale e conferendo mandato all’avvocato Giovanna Mistretta”.

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