Partinico: candidati al consiglio, spese ai raggi X

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PARTINICO. Ai raggi X le spese elettorali di tutti i candidati al consiglio comunale dell’ultima tornata a Partinico. E’ la Corte dei Conti che chiede conto e ragione a chi, nel maggio dello scorso anno, ha concorso per conquistare uno scranno del civico consesso. Tutti indistintamente, anche coloro i quali non hanno beccato un solo voto, dovranno presentare un dettaglio dei costi sostenuti per la campagna elettorale. I magistrati contabili hanno inviato una nota al presidente del consiglio Filippo Aiello a cui è stata sollecitata la presentazione delle spese di tutti i candidati al consiglio. Aiello a sua volta ha preso carta e penna ed ha scritto a partiti, movimenti, liste e gruppi che a vario titolo hanno preso parte attivamente alla scorsa campagna elettorale per le amministrative locali. Alla base di questa richiesta (nella foto) il fatto che i vari organismi politici non abbiano ottemperato a quanto previsto dalla nuova Legge, la numero 96 del 2012, nella quale per l’appunto era fatto obbligo di presentare la nota spesa di tutti i candidati al consiglio e non solo dei 30 eletti. Gli eletti, come in passato, hanno già presentato tutto il dettaglio, gli altri no. Secondo il presidente del consiglio siamo in presenza comunque di un atto dovuto: “Assolutamente è un atto dovuto. Già tutti i partiti stanno iniziando a rispondere alla mia nota di sollecito, dichiarando cosa hanno pagato e se la campagna elettorale è stata realizzata in economia oppure no, portando tutta la certificazione allegata”. Per la Corte dei Conti sicuramente sarà un lavoro non certo semplicemente. Quella del 2013 è stata una tornata elettorale a Partinico con numeri da record. In città mai si erano visti 8 candidati a sindaco con 23 liste al seguito e ben 669 aspiranti consiglieri comunali. In questa confusione generale del “tutti contro tutti”, con famiglie che sono state costrette a dividersi fra tre o addirittura quattro candidati del proprio “albero genealogico”, hanno fatto la parte del leone le aggregazioni civiche: dei veri e propri contenitori trasversali dove si sono trovati insieme comunisti ed esponenti di destra indifferentemente nel nome del “bene comune”. Il Movimento 5 Stelle chiarisce subito la sua posizione: “Produrremo tutta la documentazione necessaria – precisa il rappresentante Salvo Di Blasi -. Ricordo che lo scorso anno fummo gli unici a pubblicare in rete i costi della nostra campagna elettorale. Trasparenza, prima di tutto”. Molti partiti e movimenti hanno già risposto e fatto pervenire la documentazione al Comune, tutti hanno già contatto in via informale il presidente del consiglio per capire meglio la situazione. Soprattutto ci sono molti casi in cui i candidati non hanno alcuna fatturazione per le mani da presentare: “Alcuni dei candidati mi hanno detto che hanno regolare fattura, altri invece mi hanno detto che non sono in possesso di alcuna nota spese. In quest’ultimo caso bisogna fare una dichiarazione in cui si attesta che la campagna elettorale è stata svolta in maniera autonoma senza contributi da parte di nessuno”.

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