Alcamo: un altro incendio di auto

Dopo 17 giorni di calma apparente, tornano ad “accendersi” le notti alcamesi. Ieri sera, intorno alle 23, gli incendiari sono tornati in azione per appiccare le fiamme ad una Lancia y posteggiata nello spiazzo attiguo al vecchio Motel beach, oggi un rudere abbandonato, di contrada Canalotto ad Alcamo marina. Non ci sono dubbi sulla matrice dolosa: il mezzo infatti è stato dato alle fiamme nella parte posteriore. I danni alla fine sono stati molto contenuti: lo stesso titolare del mezzo, un commerciante di 45 anni alcamese, ha lanciato l’allarme al centralino dei vigili del fuoco e nel contempo con mezzi di fortuna ha spento il rogo che ancora non era di grandi proporzioni. Al loro arrivo i pompieri del locale distaccamento hanno constatato che il fuoco era stato già spento. Ad indagare su quest’ennesimo episodio doloso il commissariato di polizia di Alcamo che anzitutto sta cercando di capire il contesto in cui può essere maturato l’attentato incendiario. E’ stato ascoltato il titolare dell’automobile, che risulta essere incensurato, e sulla base delle deposizioni ora gli inquirenti stanno tentando di ricostruire i contorni della vicenda. Al momento non sembrano esserci elementi che possano ricondurre il caso alla criminalità organizzata. Anche se l’attività di commerciante potrebbe anche far pensare a possibili ritorsioni del racket. Un’ipotesi questa al momento assolutamente prematura e che è soltanto una delle tante seguite dagli investigatori. Infatti non viene esclusa neanche la possibilità che il fatto possa essere maturato nel contesto di screzi interni a motivi privati e familiari. Interrogativi a cui i poliziotti nelle prossime ore cercheranno di dare una risposta. Ciò che è certo è che ad Alcamo nell’ultimo periodo si sta verificando una recrudescenza di questi atti criminali. A parte questi 17 giorni di silenzio, in precedenza, tra la fine del mese di luglio e la prima metà dello scorso mese di agosto si è registrata una vera e propria escalation di incendi ad auto e abitazioni. Si sono verificati ben 10 casi in appena 3 settimane. Tutti episodi che comunque sembrano essere slegati fra loro ma che mettono in risalto un problema di disagio sociale palpabile e di tensione all’interno della comunità che sta salendo di giorno in giorno.