Alcamo-Tesoretto del Comune dimenticato

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ALCAMO (TP) – Altro che tesoretto, è molto di più. Ad Alcamo i crediti non riscossi dal Comune sono un’enormità e oggi sono lievitati a ben 30 milioni di euro. Altro che sforamenti di Patti di stabilità, aumenti di tasse, servizi scadenti e feste senza soldi: ad Alcamo questi problemi, sulla carta, non dovrebbero nemmeno esistere. Ed invece ci sono, eccome: proprio perchè dal municipio non si riesce a riscuotere dai propri creditori. A certificare questa situazione il Collegio dei Revisori dei conti che ha relazionato passando ai raggi X i conti del Comune. Dietro l’angolo c’è un rischio ancora più grande: quello di non potere più recuperare presto nulla. Dal 2010 ad oggi il Comune, infatti, non ha potuto riscuotere qualcosa come 11 milioni di euro. E non lo potrà fare nemmeno in futuro semplicemente perché parte di questi crediti si sono trasformati in ‘non più esigibili’. Tanto per intendere sono caduti in prescrizione, cioè significa che è stato superato il lasso di tempo massimo per potere chiedere al creditore di avere i soldi. E così molti furbetti l’hanno fatta franca: imprese, contribuenti, società e chi più ne ha più ne metta. Quando si parla di crediti c’è dentro un po’ di tutto: si tratta nella maggior parte dei casi di tributi non riscossi, contenziosi finiti in tribunale con risarcimenti in favore dell’ente locale e multe. Le mancate notifiche e i recuperi crediti che non sono mai andati in porto a livello di completamento dell’iter burocratico ora rischiano seriamente di finire in prescrizione e il Comune di Alcamo non potrà più riscuotere nulla, lasciano così a secco le sue già asfittiche casse. Soltanto nel 2015 i Revisori hanno evidenziato che di certo è andato perso un altro bel mezzo milione di euro. Il consigliere comunale Alessandro Calvaruso ha avanzato una richiesta dettagliata al riguardo al commissario del Comune, Giovanni Arnone. L’esponente del civico consesso vuole una relazione dettagliata di tutti i crediti non riscossi sino ad oggi, l’elenco dei crediti non più esigibili con l’indicazione della natura e i motivi della non esigibilità, eventuali responsabilità per i crediti prescritti o per i quali, ancora oggi, non è stata iniziata nessuna procedura legale, ed infine i crediti non inseriti nell’elenco fornito dal Collegio dei Revisori, i motivi del mancato recupero e le responsabilità. Poco prima di dimettersi l’amministrazione comunale attraverso l’assessore al Bilancio Antonino Manno aveva richiesto ai dirigenti di tutti i Settori del Comune di effettuare una verifica dei crediti vantati dall’ente. Già una prima ricognizione venne effettuata ed emersero tutta una serie di crediti vantati nell’ambito di controversie giudiziarie. Saltarono fuori le ditte che gestivano il servizio di carro attrezzi e su cui ci fu pure un’indagine giudiziaria, oppure il caso dell’ex vigile urbano condannato perché intascava le multe, o ancora un ex dipendente che deve restituire parte dei soldi in seguito alla revisione di una precedente sentenza a lui favorevole. In mezzo a questi crediti ci sono anche migliaia e migliaia di cartelle esattoriali mai riscosse per le difficoltà dell’ente a perseguire morosi ed evasori. Storie datate che nel tempo si sono incancrenite e che ora rischiano di finire nel dimenticatoio.