Alcamo, tassa rifiuti: balzelli per i cittadini, respirano negozi e imprese (VIDEO)

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Per le famiglie aumenti medi del 10 per cento, per negozi, alberghi e imprese al contrario c’è un calo a pioggia con differenze a seconda della tipologia. Questa la nuova tassa sui rifiuti di Alcamo che è stata approvata dal consiglio comunale. Una manovra presentata dall’amministrazione comunale come “mantenitiva”, nel senso che grosso modo non discosta i suoi parametri rispetto all’anno precedente. Mica vero se si considera che mediamente, a seconda dei componenti del nucleo familiare, si avranno aumenti da 15 a 30 euro. Le utenze non commerciali possono tirare un sospiro di sollievo potendo contare su una diminuzione che oscilla tra il 30 e il 12 per cento circa in base alla tipologia. Unica eccezione è rappresentata dalle autofficine che invece dovranno sobbarcarsi un aumento del 7 per cento. Il governo cittadino e la maggioranza del Movimento 5 Stelle hanno difeso il lavoro fatto considerando la manovra positiva nonostante ci siano stati aumenti dei costi di circa 400 mila euro rispetto all’anno prima per effetto delle problematiche connesse allo smaltimento dei rifiuti e alle discariche al collasso: “Grazie ai cittadini si è passati da una raccolta differenziata del 48 per cento nel 2015 all’attuale che supera mediamente il 60 per cento – rileva il consigliere grillino Vito Lombardo – e questo ha permesso di poter contenere gli aumenti del costo del servizio”. Le diminuzioni tariffarie più consistenti sono per ospedale, impianti sportivi, distributori carburanti, bar e negozi di abbigliamento e calzature che contano su un taglio di circa il 30 per cento, per tutte le altre tipologie si oscilla dal -24 a -12 per cento. Secondo l’opposizione però è stato fatto troppo poco anche in relazione all’annunciato taglio del costo del servizio dei rifiuti da parte del governo della città di 1,4 milioni di euro che mai si è concretizzato, mentre c’è anche chi ha rilevato la necessità che il Comune si sforzi dal momento che può contare su avanzi di cassa importanti pari a 15 milioni di euro: “Continua a crescere la cassa – evidenzia il consigliere Gino Pitò – e non mi spiego perchè questo Comune non può permettersi di rivedere certe tariffazioni, penso all’Imu tra tutte rimaste dal 2015 all’aliquota massima per le seconde case”. “Quei risparmi annunciati ed anzi dati come già fatti – aggiunge il collega d’aula Filippo Cracchiolo – non si sono mai concretizzati, credo che questa sia una responsabilità che deve prendersi questa amministrazione”. Sull’impossibilità ad incidere sulla tassazione per spalmare una diminuzione generale sulle tariffe ha replicato il sindaco Domenico Surdi: “C’è una tendenza dei cittadini, specie per quanto riguarda l’Imu, a non pagare questa imposta e purtroppo questo fenomeno incide sul piano tecnico per le casse del municipio”.