Alcamo. Immobili abusivi, il Comune chiede parere legale.

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I dirigenti del Comune di Alcamo, Sebastiano Luppino e Venerando Russo hanno chiesto all’avvocatura comunale parere legale „sull’atto di contestazione e richiesta di riesame in autotutela alla diffida di consegna immobili e pagamento di indennità di occupazione sine titulo del bene già acquisito al patrimonio comunale“. Atto sottoscritto da decine di persone che hanno realizzato immobili abusivi e che si sono costiuiti in comitato il cui principale artefice è stato l’ex consigliere comunale Ignazio Caldarella. E su questa delicata, quanto esplosiva vicenda, è stato costituito il comitato „Articolo 25“, al quale ha aderito la Confartigianato. Ad assistere i componenti il comitato gli avvocati Saro Lauria e Alessandro Finazzo. C’è dunque attesa per conoscere il parere da parte dell’avvocatura comunale e i componenti il comitato sono decisi a dare battaglia per cercare che vengano accolte le loro richieste. Dicono: No alle demolizioni. No al pagamento di sanzioni ritenute elevate per l’occupazione da anni della propria abitazione abusiva. Si al pagamento di adeguati canoni di locazioni per continuare ad abitare l’immobile abusivo“. Nell’ottobre 2014 il Comune aveva inviato le notifiche per la consegna dell’immobile e il pagamento, entro 30 giorni, del canone di occupazione. Intanto è stata notificata un’altra trance di lettere ad una cinquantina di alcamesi per il pagamento dell’indennità di abusiva occupazione e la sanzione per la mancata demolizione. Nell’atto di contestazione sottoscritto dagli abusivi vengono citate leggi, sentenze varie e delibere adottate   tre anni fa dal consiglio comunale di Alcamo.  Secondo i ricorrenti “le richieste di soldi a titolo di indennità avanzate per l’illecita occupazione dell’immobile non sarebbero in sintonia perché i criteri adottati dal Comune negli ultimi cinque anni non sono  quelli fissati dalla legge regionale del 31 maggio del 1994 bensì quelli adottati dall’Agenzia delle entrate.  Il pagamento dovrebbe essere riferito agli ultimi tre anni”. Sempre secondo i firmatari della richiesta di riesame “nell’applicare il canone di locazione a coloro i quali possono restare ad abitare nell’immobile realizzato abusivamente (e che non potranno mai vendere o fare ereditare i figli ndr), “si deve fare riferimento al reddito convenzionale dell’intero nucleo familiare e che il canone mensile non può essere inferiore a 52 euro e superiore a 208 e ciò vale nei confronti dei locatari degli immobili in questione”. Al Comune si sollecita “di esaminare ancora una volta le singole posizioni”.  Intanto due dirigenti hanno chiesto parere legale all’avvocatura dello stesso Comune per cercare di sbrogliare l’intricata matassa.