Alcamo, procedono le tappe per il trasferimento delle clarisse. Nell’Eremo di Erice anche antichi manoscritti

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Dalla scorsa Pasqua sono cominciati i viaggi verso Erice delle clarisse del convento Sacro Cuore che sorge ad Alcamo in corso dei Mille. Costanti tappe di avvicinamento, almeno una a settimana, per prendere confidenza con i nuovi locali, quelli dell’Eremo Casa del Sorriso, in cui si trasferiranno a breve le 22 suore che dovranno lasciare il monastero alcamese che necessita di seri e costosi interventi di ristrutturazione. Per mettere in funzione definitivamente il convento, che sorge ad Erice Vetta, vicino alle mura del Borgo medievale ed a fianco del cimitero, sono state già effettuate alcune opere necessarie a tutelare la privacy e quindi la clausura delle suore. Adesso si attende soltanto che venga disciplinato l’uso della strada che porta al cimitero e che in pratica attraverso la proprietà dell’immobile ceduta gratuitamente alle clarisse dai cappuccini, che lo avevano utilizzato per molti secoli come centro spirituale.

Costruzione cinquecentesca con all’interno dipinti, statue in legno del sei-settecento e una pala d’altare con l’Assunta, la nuova casa delle clarisse che lasceranno Alcamo dopo oltre 100 anni, vanta anche una biblioteca al cui interno i cappuccini hanno lasciato vecchissimi e pregiati manoscritti, cinquecentine e seicentine, che in questi giorni sono stati riportati al loro splendore dalle stesse suore a da monsignor Liborio Palmeri, alcamese, delegato vescovile per la cultura della diocesi di Trapani. Diversi fedeli da un paio di anni, da quando si diffuse la notizie del trasferimento del convento del sacro Cuore, hanno esternato la loro amarezza per una perdita certamente importante: in quei locali e con quelle suore, infatti, tantissimi sono stati i gruppi di preghiera e della catechesi giovanile che li si recavano per i ritiri spirituali.

Ma l’edificio del corso dei Mille aveva davvero troppi problemi e poi, con la crescita della città, era finito nel pieno caos della vita urbana. Ad Erice, invece, l’ex convento dei Cappuccini darà alle clarisse la migliore sede possibile, proprio quella tipica dei monasteri francescani: natura, aria frizzante, silenzio ed altura. Le 22 clarisse lasceranno quindi Alcamo in tempi brevi anche se ancora non c’è certezza sulla data esatta del trasferimento.  Qualche mese fa la madre superiora, l’abbadessa Maria Daniela Rolleri, che dirige il monastero di Alcamo, ebbe a dire: “Siamo veramente felici di andare ad abitare in questo eremo e di far tornare l’antica chiesa, un luogo vivo di culto e di preghiera”.