Alcamo, ordinanza del Tar: i precari dovranno superare il concorso per la stabilizzazione

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Per il momento il Comune di Alcamo ha avuto ragione su tutta la linea: i precari dovranno sottoporsi ad un concorso se vorranno essere stabilizzati. Nell’attesa di fissare una udienza di merito, il Tar ha emanato un’ordinanza cautelare nella quale legittima l’operato degli uffici e del governo cittadino rispetto alla linea intrapresa di sottoporre tutti i lavoratori precari alla prova di un concorso. Al tribunale si erano rivolti 19 contrattisti i quali sostenevano di non doversi sottoporre a nessun concorso ma di avere diritto alla stabilizzazione diretta facendo leva sulla legge Madia. “La valutazione effettuata dal Comune – scrivono il presidente della II sezione del Tar, Cosimo Di Paola, il consigliere Nicola Maisano e il primo referendario Francesco Mulieri – circa la mancanza, in capo ai ricorrenti, delle condizioni per poter accedere alla stabilizzazione dei loro rapporti di lavoro risultano condivisibili, essendo sul punto decisiva la circostanza che gli stessi non hanno superato una procedura concorsuale, nel senso richiesto dalla norma”. I precari avevano portato avanti la tesi che in base alla legge Madia avrebbero avuto diritto alla stabilizzazione senza concorso perchè nel 2001 furono sottoposti già ad una valutazione che prevedeva la presentazione di titolo di studio, anzianità di presenza nei progetti delle cooperative sociali e carico di famiglia. Al contrario il Comune si è opposto evidenziando che la norma sulla stabilizzazione a cui fanno riferimento in realtà prevede che chi è stato assunto ‘ab origine’, quindi al momento del primo contratto da precario attraverso una procedura concorsuale, possa essere stabilizzato “a semplice domanda” senza dovere sostenere una nuova selezione che ne accerti le competenze e la professionalità. E secondo la tesi del municipio la selezione superata quasi 20 anni fa non aveva assolutamente alcun carattere concorsuale. Per il tribunale amministrativo “comunque rientra nella valutazione discrezionale dell’ente interessato la decisione di fare o meno ricorso alle procedure di stabilizzazione, quand’anche esistessero soggetti legittimati a parteciparvi”. Motivazione che quindi ha portato i giudici che si sono riuniti in camera di consiglio a respingere la domanda cautelare proposta nel ricorso, compensando le spese di giudizio. “Sono molto soddisfatto – afferma il sindaco Domenico Surdi – perchè questo pronunciamento legittima il percorso da noi intrapreso. Significa che abbiamo lavorato in modo corretto. Noi diciamo senza dubbio sì alla stabilizzazione dei precari ma senza scorciatoie. Bisogna fare il concorso”. “Il Tar ha confermato la legittimità di un provvedimento – aggiunge il segretario generale del Comune, Vito Bonanno – che ho adottato nell’interesse esclusivo dell’ente, perché non può passare mai il principio che si diventa dipendente pubblico per chiamata senza concorso. L’ordinanza riafferma un principio che di questi tempi pare che anche il legislatore abbia dimenticato”. Oggetto del contendere è stato il regolamento sulle modalità di svolgimento delle prove selettive e i bandi per la stabilizzazione dei primi 43 precari, e tra questi 30 categorie ‘C’ appartenenti al corpo della Polizia municipale e 13 categorie ‘D’ tecnici e amministrativi.