Definì i revisori dei conti „ tre mentecatti”. La frase postata sulla pagina Facebook del Movimento politico alcamese Abc è costata la condanna per diffamazione ad un commercialista alcamese: Salvatore Lucchese. Condanna confermata dai giudici della Corte d’appello, sezione terza di Palermo. La condanna è stata trasformata in una multa di 500 euro, la stessa emessa dal giudice monocratico di Trapani nel primo grado di giudizio celebrato nel marzo del 2016. Il commercialista dovrà anche pagare le spese giudiziarie, che ammontano a qualche migliaio di euro. Ma la vicenda non si è conclusa poiché i giudici hanno stabilito che dovrà risarcire i danni che saranno quantificati in sede civile dove in tre giudizi diversi si costituiranno tre noti professionisti alcamesi: Vito Coppola, Stefano Varvaro e Francesca Cruciata, assistiti dall’avvocato Pietro Riggi. La vicenda risale al 2012 in occasione delle elezioni amministrative al Comune di Alcamo. I tre commercialisti vennero eletti dal consiglio comunale  componenti del collegio dei revisori dei conti  per il triennio 2011-2013. Salvatore Lucchese scrisse  tra l‘altro su Facebook, all’interno della pagina del movimento Abc: „hanno nominato revisori tre mentecatti”. Frase ritenuta offensiva e diffamatoria tanto che i tre adirono immediatamente  le vie legali ottenendo, in due gradi di giudizio, la condanna di Salvatore Lucchese, difeso dagli avvocati Sebastiano Dara, già consigliere comunale di Abc e candidato sindaco alle ultime elezioni comunali e da Caterina Camarda, consigliere in carica dello stesso Movimento, che hanno sostenuto la tesi, respinta di giudici, della critica politica.  Offendere o esprimere pesanti giudizi e insulti  sui social avviene purtroppo molto frequentemente mentre queste piattaforme dovrebbero coniugare libertà di espressione e rispetto delle  regole anche non scritte che sono quelle della buona educazione. Invece si assiste ad offese gratuite. E sempre ad Alcamo tra il 15 e il 17 gennaio del 2015 decine di individui si sono esercitati a postare sui social frasi nei confronti dell’ex sindaco Giacomo Scala e dell’ex senatore Nino Papania, che  entrambi hanno ritenuto offensive denunciando un centinaio di persone per diffamazione aggravata. Nel gennaio dello scorso anno uno venne condannato col patteggiamento a due mesi e 10 giorni per offese a Papania, che ritirò un’ altra querela ad una persona che chiese pubblicamente scusa sui facebook. Altri hanno scelto il rito ordinario e i processi sono ancora pendenti. Vennero denunciati anche coloro i quali avevano espresso apprezzamenti attraverso i like che configurano anche essi il reato di diffamazione aggravata. Sempre più spesso vengono emesse condanne per diffamazione aggravata per i post su Facebook, Twitter, YouTube e spetta al governo italiano emanare leggi per fronteggiare e per cercare di reprimere  il grave fenomeno dei grafomani seriali di offese sui social.

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