Alcamo, neo-assessore molto assenteista. Differenziata al 23% e TAR che potrebbe causare terremoto

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In un mese e dieci giorni dalla sua nomina ad assessore, sette sono state ad Alcamo le riunioni della giunta municipale ed alcune quelle del consiglio comunale. Giuseppe D’Angelo, ex consulente del sindaco Surdi e poi promosso ad assessore, sta già battendo il record di assenteismo. Ai lavori dell’esecutivo ha preso parte soltanto due volte e nessuna a quelle del massimo consesso civico. E dire che D’Angelo, residente fra l’altro a Isola delle Femmine e già esperto di altri comuni siciliani pentastellati, ha ricevuto una delega, di questi tempi, abbastanza pesante per non dire bollente, quella che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

Il neo assessore, fra l’altro, non è stato ancora presentato al consiglio comunale e sono trascorsi più di 40 giorni dalla firma del suo incarico e dal giuramento. All’atto dei provvedimenti di rito, il sindaco di Alcamo Domenico Surdi ebbe a dire che il nuovo componente dell’esecutivo aveva competenze e professionalità per risolvere l’emergenza rifiuti. Le cose, ad onor del vero, non sono andate nel verso sperato e ai soliti problemi si sono aggiunti quelli anche del personale di Energeticambiente, sul piede di guerra per alcuni ritardi nel pagamento degli stipendi. Se la situazione non dovesse risolversi, il 16 ottobre i dipendenti terranno un’altra assemblea sindacale.

Intanto ad Alcamo non si differenzia più, almeno per la parte più grossa dei rifiuti quelli fra RSU e indifferenziati, e la percentuale è  precipitata, per lo scorso mese di settembre, al 23%, anche se i dati sono ancora ufficiosi. E’ risultato anche dell’ordinanza del sindaco Surdi che per tagliare la testa al toro ha disposto, circa otto mesi fa, il ritiro promiscuo di indifferenziato ed RSU. In questo baillame sono arrivati il nuovo assessore e il nuovo dirigente che ha preso il posto di Venerando Russo dopo che fra giunta e quest’ultimo sono volati gli stracci. Un’altra tegola potrebbe anche arrivare a breve dal ricorso al Tar presentato da una delle due consociate che avevano dato vita all’ATI classificatasi al secondo posto nella gara d’appalto ponte vinta dalla Tekra che poi preferì rinunciare. Se la giustizia amministrativa dovesse dare ragione alla ditta ricorrente, si prospetterebbe un nuovo terremoto nella raccolta dei rifiuti ad Alcamo.