Alcamo-Movida selvaggia, “pigghia tempu e camperai”

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“Pigghia tempu e camperai”. Più che un proverbio è una filosofia di vita perché si spera che il tempo possa risolvere il problema, quando invece questo si aggrava sempre di più. Questa filosofia sembra essere percorsa dall’amministrazione comunale di Alcamo anche per quelle situazioni e problemi che si potrebbero affrontare e prendere opportuni provvedimenti in tempo reale. Certo per esempio ci vuole tempo per approvare un Piano regolatore, ma signori della giunta, per arginare la deriva, provocata dai vandalismi della movida selvaggia, basterebbe fare rispettare leggi e regolamenti, approvati nel 2009 dal consiglio comunale, senza bisogno di ricorrere ad ordinanze, che poi nessuno si prende la briga di far rispettare perché ad Alcamo sul fronte dei controlli delle forze dell’ordine siamo all’anno zero. Così le follie del sabato notte proseguono imperterrite e gli abitanti del martoriato e abbandonato centro storico si sfogano: “non ne possiamo più”. “Qui la notte e un macello”. “Le forze dell’ordine ci dicono per telefono che non hanno uomini e mezzi per potere venire a frenare “il bordel…” “Siano abbandonati da Dio e dagli uomini e dal Comune”. Il problema principale non è solo quello dell’uso di alcol e droghe, ma della musica sparata all’aperto ad altissimo volume. Si sente in buona parte della città. Non  la sente chi dovrebbe frenare questa aggressione alla salute pubblica, determinata dal pericolosissimo inquinamento da rumore. Ogni fine settimana ad Alcamo il centro storico è diventato il Carnevale degli eccessi. Degli orrori. Così proteste si levano alte i inascoltate dagli abitanti di via Mazzini, piazza della Repubblica e di piazza Ciullo dove qui si è suonato, ballato sghignazzato, vandalizzato e che ne ha più ne metta sino a dopo le 2,30 di sabato notte. Per riprendere un’ora dopo sino a verso le 4. Chiaramente strade del centro invase da bottiglie vuote e tanto altro. E’ durata poche ore la pulizia straordinaria dell’atrio del Collegio dove gli operatori ecologici avevano raccolto di tutto e di più. Carta straccia le denunce alla Procura, di un anno fa,  da parte di venti alcamesi abitanti nel centro storico. E’ arrivata la proroga delle indagini e non si sa quando si concluderanno. Ma il diritto a potere dormire non è quotidiano? E poi le proroghe concesse dal Comune per suonare in mezzo alla strada possono essere date oppure sarebbe necessario valutare e poi decidere? Certo l’ex commissario Arnone prese immediate decisioni in merito alla musica all’aperto ed evitò il ripetersi di questa situazione ridando serenità a centinaia di residenti. E oggi il Comune di Alcamo  su questa scottante materia di ordine pubblico “pigghia tempu e camperai”. Occorre invece ripristinare immediatamente l’ordine pubblico nei luoghi della movida selvaggia. Lo chiede ance la chiesa, Occorre, pia illusione, il rispetto delle norme non scritte, che sono quelle della buona educazione. Finiamola di “pigghiari tempu” con frasi del tipo “dobbiamo conciliare le varie esigenze”. Su vari problemi questa frase i politici la ripetono da 30 anni. Insomma quando non si vuole decidere si gira attorno all’argomento. Su questo fronte quindi nulla di nuovo.  Intano nelle città vicine non succede ciò che avviene in quella terra di nessuno che è la “Repubblica” di Alcamo. A Palermo un anno fa un comitato di cittadini ha denunciato Sindaco, questore e prefetto per la deriva della movida selvaggia. Da allora forte giro di vite e piano piano, con chiusura immediata di tanti locali e sequestri di strumenti musicali. E ad Alcamo? Al Comune “Pigghia tempu e camperai”, mentre muore il centro storico e centinaia di persone stanno veramente male. Forse si aspetta per intervenire che qualcuno si faccia giustizia da solo?