Alcamo, la disperazione di una famiglia “positiva”. Sospesa raccolta rifiuti

Disperato appello  su facebook di un ragazzo alcamese, la cui famiglia è stata colpita dal nuovo coronavirus così come certificato dai tamponi effettuati dall’ASP. “Capisco che si possa essere ghettizati dall’alcamese medio, ma dalla pubblica amministrazione, questo proprio non me lo aspetto”, così scrive il trentaquatrenne sul suo profilo.

Il riferimento è alle nuove modalità con cui, al  domicilio, dovrebbe essere espletato il servizio di raccolta dei rifiuti. Giovedì scorso, scrive il giovane alcamese, abbiamo ricevuto una lettera dal comune di Alcamo in cui, nella prima parte, ci hanno informato delle modalità di raccolta dei rifiuti per le persone che sono in stato di isolamento, mentre nella seconda delle procedure da adottare al fine di evitare contagi con gli stessi operatori. Nel documento non c’era alcun riferimento telefonico o indirizzo mail per comunicare con gli uffici.

“Il 27 Marzo, trovato il numero di telefono sul sito web del Comune di Alcamo, – continua il post – mi attivo a contattare telefonicamente la Direzione 2 del comune. Non risponde nessuno e provo alla Polizia Municipale che dimostra sensibilità ma non può darci informazioni”. Il disperato e quasi rabbioso post dell’esponente della famiglia alcamese contagiata si conclude con un paio di quesiti: “si può interrompere un servizio dall’oggi al domani, senza apposite direttive?”; “è mai possibile mandare un comunicato perentorio e non dare alcun riscontro per contattare l’ufficio che lo ha emanato?” Amarezza finale dell’alcamese protagonista della vicenda: dei 6 punti contenuti nella prima parte, il comune di Alcamo ne ha attuato soltanto uno: “E’ sospesa la raccolta differenziata dei rifiuti dell’utenza”.