Alcamo-Fornitura d’acqua, i disagi non finiscono mai

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Un giorno per accumulare acqua nei serbatoi del Bottino. Un altro per la distribuzione. Si allungano, ieri sono arrivati a sette giorni, i turni di erogazione idrica nella città di Alcamo perché nonostante le abbondanti le piogge “si registra – scrive in una nota il Comune di Alcamo- la riduzione della portata sia delle sorgenti Dammusi, che soprattutto dal fornitore regionale Siciliacque che sta operando dei lavori sulla propria rete”. Si sarebbero verificati problemi alle pompe di sollevamento delle sorgenti Montescuro, dove da quasi tre anni arrivano una trentina di litri al secondo di acqua, pagata a Siciliacque a 0,69 centesimi a metro cubo più Iva.   Ieri l’erogazione idrica dei turni IV (Piano Santa Maria, vie Fusinato, Madonna del Riposo ovest, Santissimo Salvatore. Veneto., Marrocco, Madonna del Riposo dal viale Europa, direzione sud, via Cossentino. Oggi niente distribuzione perché è previsto l’accumulo. Il Comune invita i cittadini per qualsiasi informazione, comunicazione o segnalazione rivolgersi ai seguenti numeri: Urp -0924 590219 o al numero verde: 8000 11539. Sul problema interviene l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Russo il quale dichiara che:  “sono stato informato che la fine dei lavori di Sicilacque è prevista per sabato 16 dicembre e, dunque da quella data, la portata dell’acqua sarà aumentata anche per recuperare la minore quantità ricevuta nell’ultima settimana. Inoltre, le piogge del mese scorso non hanno ancora ridato vigore alle sorgenti da cui si alimenta la città. La turnazione sarà rimodulata e resa pubblica non appena tutte le criticità saranno risolte”. Gli alcamesi continuano a vivere un dramma secolare aggravatosi nell’ultimo anno e mezzo. E un dramma, che provoca notevoli disagi agli alcamesi, abituati e rassegnati alla cronica carenza d’acqua con turni a fisarmonica e che spesso bisogna azzeccare per non restare a secco per lunghissimo tempo. Turni che si allungano e accorciano. Una sorta di elastico con motorini che spesso tirano aria invece che quello che definire il prezioso liquido non è certo un eufemismo. Ieri in  zone del centro storico di Alcamo si sono toccati i sette giorni di attesa e solo dopo le 17, per poche ore,  la fornitura. Prosegue ininterrottamente la via crucis degli alcamesi per riempire bidoni e bottiglie al Bottino, spiazzale spesso intasato dalle autobotti private, che trasportano acqua nelle abitazioni dopo che i proprietari si sono presentati al Comune per fare la richiesta. Effettuare il versamento dopo avere esibito di essere in regola col pagamento del canone. La chiusura dei pozzi privati, che andava regolamentata, senza creare un’immediata alternativa, ha aggravato il problema delle forniture. Eppure le salate bollette vengono recapitate puntualmente agli alcamesi per come  sta avvenendo in questi giorni. Un dato va sottolineato: per qualsiasi uso viene impiegata acqua potabile per come per esempio è accaduto per spegnere il maxi rogo verificatosi alla fine dello scorso mese di luglio nell’azienda per il trattamento e smaltimento di rifiuti speciali di contrada Citrolo durato oltre 24 ore. Acqua potabile per annaffiare piante o riempire piscine. Acqua acquistata a caro prezzo da Siciliacque, che proviene da Montescuro. Si calcola che per l’anno in corso il Comune e quindi gli alcamesi scuciranno oltre un milione e 200 mila euro. Ad Alcamo la fornitura ogni 4-5 giorni non provoca a tantissime persone problemi. Ma superata la settimana iniziano i disagi che debbono fronteggiare tante persone.  Un tempo c’era qualcuno in particolare l’ex consigliere Ignazio Caldarella che occupava la sala consiliare per stimolare la politica e non solo per il problema acqua. Intanto proseguono i lavori alle sorgenti Cannizzaro, grazie al progetto e ai fondi, avanzi di amministrazione, trovati dalla giunta dell’ex sindaco Sebastiano Bonventre per rimettere tale acqua nella conduttura che arriva al Bottino. Si pensa entro marzo 2018, ma va revisionata la rete per evitare che la forte pressione possa mandarla in tilt. Con tale portata si potrebbe risolvere il problema acqua da sempre drammaticamente alla ribalta.