Alcamo, falda acquifera al cimitero: continua la guerra Caldarella-Parrino

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“Le lamentele che circa cinquanta concessioni di area cimiteriale lamentano presenza di acqua nelle fosse gentilizie formalmente non risultano a questo ufficio, mentre lei sembra ben informato. Si chiede quindi con urgenza di fornire i nominativi per potere procedere ad individuazione specifica”, firmato Anna Parrino, responsabile del Settore servizi tecnici al Comune di Alcamo. Si arricchisce di un nuovo capitolo la guerra tra il consigliere Ignazio Caldarella, che con un’interrogazione ha sollevato il problema di infiltrazioni d’acqua sottostante numerosi loculi al cimitero Santissimo Crocifisso. Ignazio Caldarella, solitamente ben documentato, risponderà per le rime all’ingegnere Parrino nelle sedi opportune su una vicenda che sta creando notevoli preoccupazioni e disagi e numerosi alcamesi che avevano acquistato aree per realizzare fosse gentilizie  in alcune di quelle realizzate si ritrovano le bare lambite dall’acqua. Ma se Caldarella si è inventato qualcosa come mai si è svolta una riunione (sei agosto scorso) molto partecipata nell’aula consiliare tra tecnici privati, proprietari di aree cimiteriali e il commissario Giovanni Arnone? E proprio il commissario Arnone martedì scorso ha inviato una lettera all’ingegnere Parrino  chiedendo di “verificare lo stato dell’arte del livello della falda acquifera sotterranea presso il cimitero Santissimo Crocifisso. Arnone parla di “un congruo numero di cittadini interessati e le tombe – scrive – che risultano gravemente compromesse dall’acqua, danno vita a rilevanti problemi di ordine igienico-sanitario e bisogna intervenire immediatamente. Inoltre i cittadini pronti ad occupare l’area non potendone usufruire potrebbero chiedere i danni al Comune”. SCAN_20150828_102806717

Intanto risultano protocollate il 17 marzo due lettere sulle problematiche inerenti infiltrazioni d’acqua: quindici giorni fa notificate al Comune anche alcune comunicazioni di sospensione dei lavori “in quanto nella fase di esecuzione delle opere di scavo è stata rinvenuta una falda acquifera alla profondità di tre mesi che non consente la prosecuzione dei lavori”. Si invita il Comune a trovare subito le soluzioni altrimenti non viene esclusa la richiesta di risarcimento danni. Insomma una vicenda con in campo tanti attori dove occorre fare chiarezza e mettere i cittadini nelle condizioni di potere realizzare i loculi per dare degna e definitiva sepoltura ai propri cari.