Alcamo-Emergenza idrica, appello alla magistratura

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DI GIUSEPPE MANISCALCHI

E’ una delle più gravi crisi idriche del recente passato, metafora dello stato di abbandono in cui versa la città di Alcamo. Attesa di dieci giorni, quando va bene per vedere scorrere qualche goccia d’acqua dai rubinetti. Via vai dal Bottino per riempire bottiglie e bidoni. Autobotti private che girano 24 ore su 24 per portare acqua in abitazioni e condomini, pagata a caro prezzo. E poi le centinaia di perdite in città una vera beffa per gli alcamesi a secco, molti dei quali hanno fatto sentire, in questi giorni, la loro voce, la loro protesta al Palazzo di città, dove si è di fronte ad un vero e proprio muro di gomma. Intanto un gruppo di cittadini sta già pensando di rivolgersi alla magistratura ventilando l’ipotesi dell’interruzione di pubblico servizio. Insomma si vorrebbero sciolti numerosi interrogativi circa i guasti alle pompe di sollevamento delle sorgenti di Cannizzaro, per le cui riparazioni il Comune attende i pezzi di ricambio. Verificare inoltre le potenzialità dell’Ufficio acquedotto e nel caso emergano carenze procedere immediatamente al potenziamento considerata l’importanza del servizio.   La magistratura potrebbe verificare se le sorgenti di Cannizzaro e Dammusi sono soggette a regolare manutenzione per prevenire guasti e se la loro portata viene sfruttata al massimo. Se questa emergenza avvantaggi qualcuno. Insomma ci sono tantissimi interrogativi che andrebbero sciolti. Così come in casi di emergenza, come quella attuale, il Comune potrebbe fare appello al Prefetto e Protezione civile, per come ha chiesto il consigliere comunale Alessandro Calvaruso. O cercare di sfruttare le sorgenti di contrada Madonna del Ponte per come suggerisce, tra l’altro da tempo, il consigliere comunale Ignazio Caldarella il più attivo e informato in materia di acqua. Caldarella stamane ha incontrato il commissario sul problema dell’acqua, la paralisi all’Ufficio tecnico senza dirigente e sui costi dei loculi al nuovo cimitero.Appello al commissario comunale anche dal presidente del consiglio Giuseppe Scibilia, Inoltre da sciogliere anche un quesito: l’acquisto dell’acqua di Montescuro ovest in rapporto ai costi, circa 650 mila euro per nove mesi, quali benefici ha portato sino ad oggi agli alcamesi? Ci sono tantissimi aspetti che comportano risposte chiare dal Comune dove molti alcamesi si attendono chissà quali miracoli dal commissario comunale, inviato dalla Regione. Si tratta di solito di funzionari che si impegnano per l’ordinaria amministrazione per portare il Comune alle nuove elezioni amministrative. Nel frattempo dovrebbero essere i dirigenti a pensare di far girare bene il motore del Comune e forse non pensare solo a intascare appannaggi di vario genere.