Alcamo-Documenti d’indagine riservati trovati negli uffici di Papania

Documenti riservati, che contenevano i verbali d’interrogatorio effettuati da pm e investigatori, ritrovati negli armadi dell’ex senatore alcamese Nino Papania. Lo rivela “Il Fatto quotidiano” in un articolo in cui vengono riportate le ultime novità emerse dalle indagini a carico del parlamentare finito sotto inchiesta in due distinti procedimenti sul presunto voto di scambio avvenuto alle amministrative 2012 di Alcamo, il feudo elettorale di Papania. Proprio da queste indagini sfociò la perquisizione da parte del nucleo di polizia Tributaria della guardia di Finanza presso gli uffici della ‘Futura 2000’, una cooperativa nelle disponibilità di Papania. E’ in questi uffici che è avvenuto il ritrovamento di nove documenti riservati. Sono tre interrogatori eseguiti dalla Procura di Trapani “privi di firme”, precisa ancora “Il Fatto quotidiano”: uno di questo, ad esempio, era stato integrato da numerosi omissis dai pm, ma nell’armadio di Papania è stata ritrovata la versione integrale. Poi c’è un fascicolo dei carabinieri di Alcamo “privo della firma del comandante del reparto” e sintesi di intercettazioni. Tra i documenti anche un verbale di sommarie informazioni rese da Carmelo Guido, che all’epoca era direttore della banca Don Rizzo e che lo scorso 17 luglio è deceduto in un incidente stradale mentre viaggiava a bordo della sua bicicletta. Tra i documenti ritrovati anche esposti anonimi indirizzati al prefetto ed al procuratore capo di Trapani, inspiegabilmente nelle disponibilità di Papania, e poi un foglio manoscritto. Si tratta di una “lettera privata” sequestrata dagli investigatori per rispondere ad un altro rebus. “Sono notizie prive di fondamento – replica l’ex senatore -. Si tratta di documenti risalenti al 2012 e fin da allora nel mio pieno diritto di conoscerli essendovi stato nel 2012 avviso conclusioni indagini. Riguardo agli scritti anonimi, anch’essi risalenti a qualche anno fa, li trovavo imbucati sotto la porta che generalmente cestinavo senza leggerli, qualche volta ne leggevo qualcuno che poi rimaneva per gli uffici. I documenti erano in un armadio perfettamente in vista”. Papania è sotto processo nell’ambito di una prima indagine, insieme con altre sei persone. Tutti, secondo l’accusa, sarebbero stati la “regia” dell’operazione elettorale che nel 2012 consentì l’elezione dell’oramai ex sindaco Sebastiano Bonventre e di alcuni consiglieri a lui vicini. Strettamente collegata un’altra indagine a carico sempre dell’ex senatore per quanto concerne lo scandalo Aimeri Ambiente, la società che gestisce ad Alcamo ed in altri Comuni della provincia trapanese il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Si ipotizza un presunto giro di mazzette dietro la gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata in provincia di Trapani ed in particolare ad Alcamo. Avvisi di garanzia sono stati notificati all’ex senatore, ai vertici dell’azienda marsalese Sicilfert, e al direttore dell’Ato Trapani 1 “Terra dei Fenici” Giovanni Alestra, nonché ai vertici di Aimeri Ambiente, la ditta che svolge il servizio di raccolta rifiuti nel nostro territorio. L’accusa è nota: Papania e Alestra avrebbero chiuso un occhio rispetto alle inefficienze di Aimeri nello svolgimento del servizio di raccolta dei rifiuti, in cambio di assunzioni e regalini vari. “Su questa vicenda non ho mai ricevuto avviso di conclusioni indagini – ribatte ancora l’ex parlamentare -. Ritengo di essere totalmente estraneo alla ipotesi contestata e di poter approdare ad una archiviazione. In ogni caso non avrei potuto chiudere nessun occhio perché non ricoprivo alcun ruolo e l’Aimeri era ed è una ditta privata”.