Alcamo-Costi politica, a giugno crollo delle indennità dei consiglieri

ALCAMO – Ancora all’ingiù i costi della politica alcamese. Arriva un altro importante segnale dal consiglio comunale che oramai dall’inizio dell’anno ha avviato un’inversione di tendenza rispetto al consolidato vizietto negli anni di convocazioni a go-go di sedute i commissioni consiliari. Nel mese di giugno il costo degli organi consiliari è sceso a 14 mila euro quando invece negli anni passati la media mensile si aggirava tra i 22 ed i 23 mila euro. Ad essere stati elargiti dal municipio appena 233 gettoni di presenza tra i 29 consiglieri, escluso il presidente Giuseppe Scibilia che ha una sua indennità, quando invece puntualmente nei mesi delle cascate di gettoni si arrivava puntualmente a superare quota 300. Nessuno dei consiglieri ha raggiunto il tetto massimo dell’indennità consentita, vale a dire i 950 euro: i consiglieri più presenti sono stati Ignazio Caldarella, Alessandro Calvaruso, Lorena Di Bona e Marianna Vario che hanno raggiunto le 14 presenze pari ad un incasso di 850 euro lorde di indennità. Un gradino sotto, vale a dire 13 presenze pari a 790 euro di compenso, si sono fermati Francesco Sciacca, Antonio Nicolosi e Francesco Dara. I meno presenti invece il vicepresidente del consiglio Benedetto Vesco, Stefano Milito classe ’59, Vito Lombardo e Vito Savio D’Angelo che hanno racimolato appena due gettoni di presenza. Quello di giugno è il quarto mese consecutivo in cui si registra questo trend al ribasso. A maggio il Comune aveva sborsato poco più di 16 mila euro contro i 17 mila di aprile e i 18 mila di marzo. Operazione che sicuramente da sola non potrà essere la panacea di tutti i mali per le finanze del municipio ma comunque è un primo mattone verso il risanamento economico. L’auspicio è che si continui su questo percorso più parsimonioso per la politica alcamese che nel 2014 ha messo insieme la bellezza di 4.276 i gettoni di presenza elargiti ai consiglieri comunali pari a una spesa di 260 mila euro, di cui 1.200 all’incirca per le sedute consiliari e il resto per commissioni, senza contare l’indennità fissa spettante al presidente del consiglio. Di queste commissioni in 365 giorni ne sono state convocate qualcosa come 500, siamo quasi vicini alla stratosferica cifra di una e mezza ogni giorno considerando sabati, domeniche e festivi. Ogni cittadino, neonati compresi, ha avuto nell’anno passato sulle spalle quasi 6 euro l’anno di spesa per mantenere gli organi consiliari. Numeri snocciolati nell’arco del 2014 dall’associazione Modi che da sempre porta avanti una battaglia in città contro gli sprechi ed i costi eccessivi della macchina burocratica, con particolare riferimento ai costi della politica. Da sempre ci si chiede se sia davvero necessario che venga convocata, in media, più di una commissione consiliare al giorno, o se invece non si possano accorpare più argomenti in un’unica seduta-fiume. I gettoni di presenza sono pari a circa 60 euro ciascuno e appesantiscono non poco il bilancio comunale. Le polemiche sul numero eccessivo delle sedute ritornano periodicamente, ma sino ad oggi non sembra abbiano turbato più di tanto l’andamento delle cose al palazzo di città.