Alcamo-Chiusura sottotono per la festa della patrona

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ALCAMO – La devozione è stata sempre tanta ma questa volta in termini di presenze Alcamo non ha risposto. La festa della patrona, Maria Santissima dei Miracoli, è stata molto meno sentita quest’anno: una tre giorni, che si è chiusa questa notte con i fuochi d’artificio in piazza Bagolino, sottotono come lo è stato il programma degli eventi: una trentina in tutto, realizzati a costo zero e solo grazie al mondo dell’associazionismo che si è fatto carico persino delle spese.

Al di là di un centro storico non stracolmo di gente è stato comunque un momento di vitalità per il territorio che seppur timidamente ha voluto dare il suo saluto alla Bedda matri, dando quindi il via a partire da oggi alla tradizionale “migrazione” ad Alcamo marina. Il sabato prima c’è stata la discesa al santuario delle autorità civili e militari: oltre al neocommissario del Comune e una folta rappresentanza del consiglio comunale, hanno partecipato i parlamentari regionali e a sorpresa anche il vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, che ha comunque apprezzato la sobrietà della città.

A non risentire di questi strascichi del ridimensionamento della festa è stata come sempre la devozione della città. Almeno due mila i fedeli che hanno preso parte alla caratteristica processione con un serpentone lungo oltre un chilometro. La Madonna come sempre è preceduta dalle numerose teche contenenti gli ex voto in argento e oro, realizzati dai fedeli per una grazia ricevuta. Momenti intensi intrisi da un mix di tradizione, fede e folclore. Il simulacro è addobbato da preziosi scintillanti, con Maria che tiene in braccio Gesù e che stringe in una mano le chiavi della città, a simboleggiare che Alcamo si affida alla sua patrona. Maria Santissima dei Miracoli è fortemente ancorata alla tradizione. Una leggenda che parte nella metà del 1500: si narra che alcune donne che lavavano i panni presso un ruscello, furono ripetutamente colpite da una raffica di sassi. Esse si stupirono del fatto di non provare dolore nelle parti urtate ma, al contrario, beneficio. Quando gli uomini andarono a cercare l’artefice di un simile scherzo non trovarono altro che un’icona della Vergine nascosta tra le macerie di una piccola cappella. Nei giorni seguenti, si susseguirono diversi miracoli. Da allora, ad Alcamo si venera la Madonna dei Miracoli. Una venerazione profonda che ancora oggi è più che palpabile. Lo si legge nei volti dei fedeli che precedono in processione il simulacro, ordinatamente disposti su due file, quasi a creare un cordone di protezione alla loro patrona. Tradizione e fede che si sono rinnovati anche quest’anno e che hanno rimarcato la devozione di un’intera città