Castellammare del Golfo-Terreno strappato alla mafia diventa “orto sociale”

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CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Zucchine, melenzane e pomodori nasceranno presto da un bene sottratto alla mafia. E diventeranno il frutto di un lavoro sociale che porterà alla nascita di una struttura che, nel suo piccolo, ricalcherà in qualche modo l’associazione “Libera”: si produrranno ortaggi e frutta e si venderanno direttamente. Tutto questo in un terreno strappato al più assoluto degrado che si trova in zona San Paolo della Croce tolto a boss del calibro di Mariano Saracino e Giuseppe Pisciotta, entrambi condannati per mafia ed imprenditori edili in affari con il numero uno di Cosa nostra Matteo Messina Denaro, come appurato dalla Direzione investigativa antimafia. Il Comune ha affidato l’appezzamento, ad oggi sotto sequestro, alla cooperativa “Unione delle famiglie” formati da diverse decine di persone disoccupate che vogliono sbracciarsi per guadagnarsi da vivere. Da qui l’idea di realizzare un “orto sociale”. Si produrrà e si venderà a chilometro zero, quindi a costi notevolmente abbattuti.
Una cooperativa che da tempo è attiva a livello sociale nel territorio castellammarese. Infatti raccolgono il cibo in sovrabbondanza di ristoranti e supermercati per utilizzarlo e distribuirlo tramite il progetto “Nutrire la vita” avviato dal Comune di Castellammare del Golfo in collaborazione con il locale commissariato di Polizia di Stato. In poche parole si evita che il cibo vada buttato e bviene distribuito alle famiglie meno abbienti.
Il lavoro fatto fino ad oggi dalla Cooperativa è stato davvero notevole. Infatti il terreno, abbandonato da oltre una decina di anni, era totalmente nel degrado. Pian piano è stato bonificato e oggi è in fase di allestimento per iniziare i lavori di piantumazione di frutta e ortaggi.