Alcamo-Banca don Rizzo, nel piano di rilancio 25 prepensionamenti

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Venticinque prepensionamenti da effettuare entro un anno. L’accordo tra il consiglio di amministrazione e i sindacati, per essere sottoscritto, sembra che stia per tagliare il traguardo. Ci sarebbe da fare solo qualche limatura. E’ questo uno dei punti del programma di rilancio della Banca don Rizzo di Alcamo, messo a punto dalla governance, presieduta da Sergio Amenta, eletto con il nuovo consiglio di amministrazione nove mesi fa. Elezione a cui è seguita, nello scorso gennaio, la nomina del nuovo direttore generale. Venticinque prepensionamenti consentirebbero alla Banca don Rizzo di evitare di sborsare annualmente qualche milione di euro e potere meglio fronteggiare le difficoltà finanziarie, legate anche ad un mercato in continua fibrillazione. Ma non ci sono soltanto i prepensionamenti all’orizzonte. Nel programma dalla don Rizzo la chiusura di qualcuna delle 17 filiali, presenti in 16 Comuni del Trapanese, Agrigentino e Palermitano e l’accorpamento di sedi tra loro molto vicine dal punto di vista chilometrico. Nei progetti e appare ormai scontato l’acquisizione della Banca di credito cooperativo di Paceco. Situazione dunque in movimento alla Banca don Rizzo, fondata nel 1902 dall’omonimo sacerdote. Un tempo “la banca di li parrini” era il principale istituto di credito di riferimento per la maggior parte degli alcamesi. Negli anni del boom, spesso imposta dalla Banca d’Italia,  la don Rizzo è stata costretta ad acquisire altre Bcc del Trapanese in grandi difficoltà finanziarie, gravando di spese non previste la banca alcamese. Quasi 120 gli impiegati, 17 filiali in sedici Comuni fotografano attualmente la Banca don Rizzo. Personale che sarà ridotto con i prepensionamenti e non sarebbero previste, almeno per ora nuove assunzioni. Va comunque sottolineato che con le moderne tecnologie tutte le banche italiane hanno personale in esubero. Addirittura analisti prevedono che entro una quindicina d’anni, grazie ai computer, di impiegati le banche potranno addirittura farne a meno. Sempre più le macchine sostituiscono le persone con gravi effetti occupazionali. Ricordiamo che il consiglio che ha preceduto quello attuale è durato in carica solo un anno rispetto ai tre previsti dallo Statuto. Consiglio azzerato dopo un’ispezione della Banca d’Italia che per il nuovo ha dato il suo gradimento assieme al Fondo di garanzia.