Alcamo, associazione Antiracket in difficoltà

ALCAMO – Torna a risollevare un gran polverone la mancata assegnazione di una sede definitiva e adeguata all’associazione antiracket e antiusura alcamese. Dopo le denunce pubbliche, le polemiche e le critiche che si sono susseguite perché il Comune non è mai stato in grado di trovare un’allocazione stabile, con tanto di dimissioni dell’allora presidente Vincenzo Lucchese si presume collegabili proprio a questo fatto, ancora ad oggi resta un caso irrisolto in una città come Alcamo, dove la magistratura parla ancora di forte radicamento mafioso e alto rischio per gli imprenditori di incappare nel racket delle estorsioni. Oggi torna ad alzare l’attenzione sul presidio antiracket il consigliere comunale del Pd di Alcamo, Antonio Fundarò, che esterna una certa indignazione per una problwmatica così delicata mai risolta: “Appare paradossale – sostiene Fundarò – come, per svariate ragioni, sulle quali non voglio entrare nel merito, come il contraltare sia stato, negli anni, la mancanza di una sede appropriata per questa associazione che prima era ubicata in una unica stanza, nella via XI Febbraio, 5. Luogo davvero inadeguato per denunciare estorsioni perché la vittima aspettava per strada in attesa di parlare con il responsabile dell’ufficio preposto. Ora la sede si trova in via Tornamira, in un luogo davvero troppo isolato e che non si confà a chi cavalca od intende farlo un percorso di crescita culturale della città di Alcamo”. L’associazione Antiracket e antiusura alcamese è stata costituita nell’aprile del 2004 con l’intento di combattere, con la denuncia alle Autorità competenti, il racket delle estorsioni, l’usura ed ogni forma di illegalità. Un organismo che, nonostante il primo momento di diffidenza e resistenza anche culturale, oggi supporta diverse vittime del racket dell’estorsione e dell’usura, con numero di assistiti in crescita rispetto agli anni precedenti e ponendosi come tra le più attive del territorio isolano, con iscritti non solo del territorio alcamese ma anche dell’area limitrofa trapanese. Una realtà che però stenta a sopravvivere: “Mi risulta – denuncia ancora Fundarò – che, limitatamente al 2013, dovrebbe essere anticipato un contributo pari a 5 mila euro rispetto ai 14 mila dell’anno precedente. Davvero poca cosa per fronteggiare un fenomeno tanto diffuso che la crisi economica, anche delle associazioni criminali, come dimostra un recente rapporto, sta nuovamente riproponendo con forza e presenza in questo territorio”. Per queste ragioni il capogruppo del Pd sollecita il sindaco ad incontrare il presidente dell’Associazione Antiracket per accelerare l’iter per l’individuazione e la consegna di una adeguata struttura al servizio della stessa associazione.