Alcamo ancora senza mensa nelle scuole, slittano i tempi. Bando per due mesi in scadenza venerdì

Da un mese i plessi di Alcamo sono senza mensa scolastica, almeno quelli che ricevevano i pasti pre-cotti nel centro trapanese dell’azienda Le Palme. Nelle tre scuole che invece sono dotate di cucine, il servizio è stato bloccato dieci giorni fa. I disagi per alunni, famiglie e docenti sono davvero notevoli. Il 12 novembre scorso, infatti, il comune di Alcamo ha rescisso il contratto con l’azienda trapanese.

Una decisione apparsa più che scontata fin da quando, 23 giorni prima, centinaia di bambini e di insegnanti accusarono seri disturbi gastrointestinali. Dalle analisi e dai sopralluoghi dell’ASP nelle cucine della ditta, alcuni giorni dopo i fatti, venne fuori la presenza di escherichiacoli nell’acqua utilizzata per preparare i pasti. La mancanza della mensa scolastica è destinata purtroppo a prolungarsi. Al di là delle ottimistiche previsioni di un paio di settimane; periodo che è già trascorso. Non è infatti andato a buon fine il tentativo di affidare il servizio, alle stesse condizioni, all’impresa giunta seconda nella gara d’appalto, la partinicese Siciliana Ristorazione di Partinico. Con quel ribasso d’asta e con l’impennata dei prezzi impossibile garantire un servizio adeguato e di qualità.

L’assessore Mario Viviano ha quindi disposto di realizzare un bando per una manifestazione d’interesse per il quale, le aziende partecipanti, potranno presentare domanda entro dopodomani 25 novembre, a mezzogiorno. Si procederà quindi all’affidamento diretto della mensa scolastica per 60 giorni. Nel frattempo, riattivato il servizio, il comune di Alcamo penserà a predisporre una nuova gara d’appalto. Dal palazzo di città si spera che i pasti nelle scuole alcamesi possano ritornare dal 12 dicembre ma la ripresa più probabile non può che essere quella del nuovo anno, al rientro dalle vacanze.  I tempi burocratici sono questi anche se la celerità per tali servizi stride ancora con i 23 giorni necessari alla giunta Surdi per ottenere la relazione dell’ASP, quella da cui è poi scaturita la rescissione del contratto.