Alcamo-Operazione “Regina di cuori”, attentato a finanziere ordito da un suo parente

Un finanziere di Alcamo in pensione era finito nel mirino della banda criminale capeggiata da Salvatore Regina (nella foto a destra), 58 anni, arrestato nell’operazione “Regina di cuori” dei giorni scorsi insieme ad alcuni suoi sodali che operavano soprattutto ad Alcamo ma che estendevano i propri interessi anche sino a Mazara del Vallo e Marsala.

Pare comunque che l’ex militare, 68 anni residente da tempo nella cittadina alcamese, fosse finito nelle mire per “commissione”. Nel senso che gli avrebbero dovuto incendiare le due auto di proprietà, posteggiate all’interno della pertinenza abitativa, ma non per regolamenti di conti collegati alla criminalità o al ruolo della vittima ma semplicemente perché un vicino parente voleva vendicarsi per degli screzi avuti in ambito familiare.

La cosa però sfumò perché la banda di Regina, che avrebbe dovuto mettere a segno l’intimidazione, ha chiesto troppi soldi. Una ricostruzione che la polizia ha potuto fare attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali in cui è emerso che in realtà il gruppo criminale stava facendo questo “lavoretto” per conto di questa “terza persona”, estranea oltretutto al sodalizio. Anche in questo caso è venuto fuori che Regina, seppur a distanza, dava i propri input e dunque tutto inequivocabilmente passava da lui. Il suo “braccio armato”, in questo caso, sarebbe stato Constantin Florin Dumitru (nella foto a sinistra), 34 anni, di nazionalità rumena ma che dalle indagini è venuto fuori che fosse con altri connazionali il punto di riferimento per Regina. La preparazione dell’attentato è stata captata dagli investigatori il 16 maggio del 2017 all’interno dell’auto di proprietà dello stesso Regina il quale stava interloquendo proprio con Dumitru. I due stavano erano intenti ad effettuare un sopralluogo proprio nei pressi dell’abitazione del finanziere e Regina spiegava quale fosse la casa: “…Là è chiusa … non ci abita nessuno…qua…lì sotto a destra ci abita un finanziere…ex finanziere…dove c’è questa luce…la vedi…”. Il 58enne dava delle precise indicazioni a Dumitru e gli dice espressamente che in quel luogo avrebbe dovuto dare alle fiamme due autovetture riconducibili per l’appunto alla vittima designata. Regina va oltre e incalzato dalle domande del 34enne rumeno gli dice senza mezzi termini: “Pure la testa ci puoi staccare…”. Sarebbe stato invece Dumitru a dare importanti dettagli agli inquirenti che consentivano di arrivare all’identificazione della potenziale vittima. In particolare, il pregiudicato rumeno asseriva di aver ricevuto mandato ad eseguire l’atto intimidatorio da parte di uno dei più stretti familiari dello stesso finanziere, per l’esattezza un nipote. Le indagini consentono di capire che la criminalità non c’entri nulla con questo potenziale attentato. Difatti, sentito successivamente lo stesso pensionato, emerge che effettivamente avrebbe avuto dei problemi con questo parente e dalla descrizione fisica fatta dal rumeno intercettato è stato riconosciuto. Poi però il piano saltò in quanto il committente, quindi il parente del finanziere, riteneva troppo onerosa la richiesta della banda.