Zone periferiche popolari, appalto ad Alcamo da più di 8 milioni. Aggiudicazione nel 2013, tutto fermo

L’undici giugno del 2019, vale a dire quasi tre anni fa, il sindaco di Alcamo Domenico Surdi e il suo assessore Vittorio Ferro avevano annunciato vice-sindaco avevano annunciato l’inizio dei lavori di riqualificazione urbana nei quartieri Sant’Anna e Sant’Ippolito: il recupero di alcune palazzine popolari del villaggio regionale Maria Ausiliatrice, la costruzione di nuovi alloggi, il recupero dell’area che sorge nei pressi dello stadio Sant’Ippolito e l’ampliamento della sede comunale in sorge l’ufficio Lavori Pubblici. Da allora, però, nulla si è fatto tranne qualche piccolo abbellimento e alcuni alberi piantumati. Insomma i lavori non sono mai partiti o, per essere più precisi, si sono subito bloccati. Insomma il solito annuncio che è rimasto tale. Si tratta di opere per circa 8 milioni di euro il cui iter cominciò nel lontano 2008. Poi il comune di Alcamo bandì un concorso di progettazione per il quale, i partecipanti, avrebbero dovuto presentare i loro plichi entro il 24 aprile del 2009. Dopo altri quattro anni e mezzo e dopo un lungo iter burocratico in cui si temette anche la perdita del grosso finanziamento, nel dicembre del 2013 i lavori vennero aggiudicati all’Ati composta dalle ditte Damiga, Maltese e Promedil. La vicenda si è quindi trascinata avanti lentamente attraversando le amministrazioni Bonvente e Arnone fino a quella Surdi. A giugno 2019 la ‘falsa partenza’. Intanto i solai dei locali dell’ex carcere mandamentale, che da anni ospitano il settore lavori pubblici del Comune di Alcamo, hanno subito ulteriori danneggiamenti dalle infiltrazioni d’acqua e il dirigente Anna Parrino ha disposto il trasferimento immediato di tutti gli uffici nella struttura delle cave Orto di Ballo. Fino ad oggi, però, nessun’opera ha avuto inizio. Mercoledì dovrebbe essere definito l’ultimo adempimento tecnico e, nella migliore delle ipotesi, la ditta aggiudicataria dovrebbe avviare i lavori nel giro di un mese e mezzo. Finora degli 8 milioni 374mila euro dei fondi europei FESR per le infrastrutture e l’inclusione sociale, Comune di Alcamo e IACP di Trapani sono riuscite a utilizzarne appena 226.000.