Vigilessa morosa, putiferio dopo trasmissione. Dipendente trasferita

Ha suscitato parecchio scalpore il caso dell’ispettrice della polizia municipale di Alcamo, Cinzia Gallo, sbarcato alla ribalta nazionale delle cronache. A trattarlo Mario Giordano su Rete 4, nell’ambito della trasmissione ‘Fuori dal coro’. Il giornalista, che sui social è stato poi duramente attaccato da molti alcamesi che si sono sentiti toccati nell’onore, si è occupato della vicenda in quanto rappresenta uno dei suoi cavalli di battaglia: l’occupazione abusiva delle abitazioni e gli inquilini, che dopo gli sfratti, non sgomberano le case. In diretta è stato ospite della trasmissione un medico di Alcamo, proprietario dell’immobile, che non era riuscito a rientrare in possesso della sua casa nonostante la morosità della vigilessa e il provvedimento di sfratto. Il professionista, inoltre, dovrebbe dare la casa al figlio.

Tra il medico e l’ispettrice di polizia municipale, da parecchio tempi, i rapporti sono diventati tesi e contraddistinti anche da una serie di denunce incrociate, anche per ingiurie e minacce. La troupe di Rete 4 è stata ricevuta dal comandante Ignazio Bacile però senza l’ausilio di microfono e telecamera. Adesso è arrivata la nota ufficiale del comune di Alcamo e il provvedimento per la vigilessa che è stata trasferita, con decorrenza immediata, presso l’area dei Servizi demografici per lo svolgimento di mansioni amministrative. La donna ha i gradi di ispettore a tempo indeterminato ma part-time, a 24 ore settimanali.

Sulla vicenda e sulla trasmissione televisiva che ha visto Alcamo al centro del polverone, il sindaco Domenico Surdi ha detto: “abbiamo voluto agire con immediatezza e già da subito, seppur non siano stati ravvisati comportamenti da parte della dipendente in contrasto con le regole di condotta previste per i pubblici dipendenti nell’approccio con terzi, la dipendente è stata trasferita ai servizi demografici”.  Più dettagliate le dichiarazioni del comandante Ignazio Bacile.

“Il Comune di Alcamo, allo stato degli atti, non è a conoscenza di alcun comportamento illecito posto in essere dall’agente in violazione del codice disciplinare, del codice di comportamento e delle speciali norme disciplinari vigenti per il Corpo, per uso improprio della divisa o della qualità di agente di polizia locale. È noto a questo Comando che, a causa della morosità, – ha spiegato il capo dei caschi bianchi – la dipendente è stata raggiunta da un procedimento di sfratto, intentato dal proprietario dell’immobile condotto in affitto, che si è concluso con la convalida che, secondo dichiarazioni acquisite dalla stessa dipendente, non è allo stato esecutivo in quanto il Tribunale ha fissato per il prossimo 18 febbraio l’esecuzione forzata”.

“Non ci risulta che la dipendente – ha aggiunto ancora Bacile – sia stata oggetto di denunce, unica circostanza che consentirebbe al Comandante di valutare sul piano disciplinare fatti segnalati all’Autorità Giudiziaria. Ravvisato, tuttavia, il prevalente interesse alla tutela dell’immagine del Corpo di Polizia Municipale della Città di Alcamo, nelle more dell’espletamento di ogni opportuna ulteriore verifica, la dipendente in questione è stata trasferita, con decorrenza immediata, per lo svolgimento di mansioni amministrative. Il Comando – ha concluso il dirigente Ignazio Bacile – è pronto a collaborare, qualora richiesto, anche per dare assistenza all’esecuzione coattiva dello sfratto, nel rigoroso rispetto delle leggi”.

Non vogliamo entrare nel merito della spettacolarizzazione adottata da Giordano nelle sue trasmissioni, ma una riflessione va fatta. Qualsiasi condotta, più o meno lecita, o addirittura reato, assume valenza e risonanza maggiori in base al ruolo che l’interessato occupa nella società. A maggior ragione se si tratta di qualcuno che indossa una divisa proprio a tutela della legalità.