Consiglieri di Forza Italia ad Alcamo: pioggia di richieste al sindaco. Colpe non solo dei Comuni

Premessa. Ma le responsabilità dei mancati interventi in vari settori sono tutti da addebitare alle amministrazioni comunali siciliane e in questo caso anche al Comune di Alcamo? Le casse sono vuote. L’ Anci Sicilia continua a bussare  a quattrini alla Regione per evitare la paralisi che di fatto già esiste. Una tantum si sventola ai quattro venti l’istituzione di taske force per cercare di recuperare milioni dagli evasori delle imposte comunali. Ricordiamo che negli ultimi cinque anni, mai il governo Musumeci, è riuscito ad approvare il bilancio entro il 31 dicembre, essenziale per potere trasferire finanziamenti ai Comuni e dare una boccata di ossigeno. E le fibrillazioni all’Assemblea regionale sono aumentate in questi giorno dopo che Nello Musumeci è arrivato terzo, ovvero ultimo tra i delegati che andranno a votare per il Presidente della Repubblica.

Ora Musumenci vuole azzerare la giunta poiché con la maggioranza di centrodestra è alla resa dei conti. E questa situazione rende sempre più in rosso i conti dei Comuni. Sindaci quasi costretti all’ordinaria amministrazione e con i confronti tra maggioranza e opposizione che si acuiscono. Succede anche ad Alcamo dove i consiglieri comunali Denise Di Giovanni e Ignazio Caldarella di Forza Italia hanno presentato al sindaco Domenico Surdi una serie di richieste per interventi che riguardano il transennamento e quindi riparazioni di diverse strade,  perdite di acqua, buche, lampade in tilt,  cimitero senza più posti disponibili, settore lavori pubblici con poco personale, piano regolatore dimenticato. Richiesta di portare a tempo pieno i dipendenti comunali con contratto ridotto, ma questo aspetto può essere attuato  con l’intervento della Regione.  Ricordiamo tre settimane fa la Regione ha prorogato il contratto degli Asu rinviando la stabilizzazione attesa da anni.

Piuttosto il Comune di Alcamo deve provvedere a creare professionalità quando impiegati vanno in pensione. Altro problema trattato da Di Giovanni e Caldarella riguarda l’interrogazione relativa all’avvio di tre cantieri di lavoro per disoccupati per i quali la Regione aveva comunicato al Comune il 20 febbraio di due anni fa la disponibilità ai finanziamenti. I due chiedono chiarimenti a proposito. Anni fa con i cantieri di lavoro, che hanno inghiottito milioni, si rifacevano soprattutto, e quasi ogni anno, marciapiedi e restauri di opere nelle chiese. Oggi con il reddito di cittadinanza ci sono problemi seri di trovare manodopera. E i cantieri quindi sembrano interessare poco.  Ad Alcamo la macchina amministrativa fa acqua in varie parti come dimostra l’ultima emergenza idrica. Una maggiore efficienza gioverebbe alla città   in tempi di vacche magre, aggravate dalla pandemia