Via Crucis a Castellammare in dialetto, ad Alcamo di scena mercoledì

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Entrano nel vivo i riti della Settimana Santa anche nel comprensorio del Golfo di Castellammare. L’attesa seconda edizione della via Crucis di Alcamo ieri è stata rinviata per le avverse condizioni meteo. La Pro Loco, che ha organizzato l’evento, ha deciso di spostare la spettacolare manifestazione a mercoledì prossimo, 28 marzo, con partenza del corteo alle 19 dalla chiesa di Sant’Anna Cappuccini. Alle 20 si prevede lì’arrivo in piazza della Repubblica dove ci saranno diverse scene della rappresentazione, quindi ci si sposterà alla rotonda di viale Italia per la crocefissione.

Domani, martedì, invece a Castellammare del Golfo sarà di scena una via Crucis particolare recitata in dialetto. Questa è la terza edizione dell’evento che è rappresentato scenicamente dal testo poetico dialettale dello scomparso professore Francesco Leone. La manifestazione avrà inizio alle ore 21 nella chiesa Madre di Castellammare per poi procedere fino all’Arena delle Rose in corso Bernardo Mattarella. Organizzata dalla parrocchia Maria Santissima del Soccorso (Chiesa Madre) guidata da Don Fabiano Castiglione, la manifestazione è patrocinata dall’amministrazione comunale che ringrazia “i tanti volontari che permettono la realizzazione della sacra raffigurazione”.

“Una attenta e profonda meditazione sulla passione di Cristo come sottolineato dall’arciprete della Chiesa Madre Don Fabiano Castiglione, in cui l’ingegno intellettuale e poetico del professore Leone scorge il vero senso e il dramma della sofferenza dell’umanità ferita e umiliata – afferma il sindaco Nicolò Coppola – . Come il laico-pensatore vede in Cristo l’uomo spogliato della sua dignità e privato della libertà a vantaggio apparente della ragion di stato, modalità che purtroppo percorre tutto l’arco della storia umana”.

Il preludio prevede, all’interno della chiesa Madre, i quadri dell’Ultima cena, la lavanda dei piedi e Gesù nell’orto degli Ulivi. Seguiranno le XIV stazioni: dalla I in cui Cristo è condannato a morte all’ultima in cui il corpo di Cristo è posto nel sepolcro.