Trappeto: beni confiscati, Comune approva regolamento

TRAPPETO. Il Comune si dota di un regolamento per la gestione e l’affidamento dei beni confiscati alla mafia. Il via libera è arrivato dal consiglio comunale che ha varato il testo contenente 16 articoli. Previste le modalità di concessione ma anche serrati controlli con cadenza annuale e pesanti multe in caso di inadempienze da quantificare di volta in volta a seconda delle violazioni riscontrate. Soprattutto rigidità nell’assegnazione con soci di enti e associazioni richiedenti che saranno passati ai raggi X. In primis è stato stabilito che il Comune può gestire direttamente il bene oppure darlo in concessione a titolo gratuito a comunità, enti, associazioni, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, comunità terapeutiche o ad associazioni ambientaliste. La concessione del bene è finalizzata al suo pieno utilizzo per realizzare attività sociali in senso ampio a servizio del territorio al fine di rafforzare e accrescere la cultura della legalità e creare un’opportunità di sviluppo e di lavoro, con l’obiettivo di creare centri e luoghi di aggregazione al fine di combattere il disagio sociale, l’emarginazione, l’isolamento, la disoccupazione. Nel contempo è stato deciso di istituire all’interno della macchina burocratica dell’ente municipale un Ufficio speciale per i beni confiscati che sarà presieduto dal segretario generale. Ad essere istituito anche un albo speciale di tutti i beni immobili confiscati a Cosa nostra facenti parte del patrimonio indisponibile del Comune. Qui dovranno essere censiti tutti i beni e catalogati con il relativo stralcio planimetrico ai fini dell’esatta individuazione di tutti gli immobili, oltre alle generalità relative alla sua natura, l’estensione, il valore e la destinazione d’uso. La scelta del concessionario deve avvenire, in ogni caso, mediante selezione pubblica che sarà direttamente curata dal segretario comunale e dall’Ufficio Speciale per i beni confiscati, su delibera di indirizzo della Giunta Municipale che ne fissa criteri, modalità e i relativi punteggi. Sempre all’esecutivo guidato dal sindaco sarà sottoposta l’adozione del provvedimento definitivo di concessione, che comunque dovrà essere preceduto dall’acquisizione delle informazioni prefettizie in ordine all’Ente richiedente, ai sensi della normativa vigente, e alle persone dei soci , degli amministratori e del personale proprio che lo stesso Ente intende impiegare a qualsiasi titolo per l’espletamento dell’attività sui beni. Il consiglio ha previsto che il concessionario del bene dovrà farsi carico delle spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile, comprese le spese per la messa a norma dei locali, la cui esecuzione è comunque subordinata all’acquisizione di apposita autorizzazione sugli interventi. La concessione non può essere rilasciata per un periodo superiore a 10 anni ed è rinnovabile con procedura semplificata.