Trapani: polizia, cambi al vertice

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Il questore di Trapani Carmine Esposito ha proceduto ad una riorganizzazione degli uffici con una serie di nuove nomine. La rotazione s’è resa necessaria a seguito di alcuni trasferimenti e l’arrivo di nuovi dirigenti. Importante avvicendamento al commissariato di Alcamo: Antonio Squilaci, dirigente della DIGOS, ha assunto la direzione del commissariato cittadino. Subentra al vice questore aggiunto Antonella Vivona chiamata a guidare a sua volta la DIGOS. Fausto Pillitteri, già dirigente del commissariato di Partinico, ha assunto la guida degli uffici di Marsala mentre Domenico Meola, proveniente dalla Scuola Superiore di Polizia, svolgerà le mansioni di funzionario addetto. I commissari capo Laura Tuccio ed Oriana Tubia rivestiranno, rispettivamente, gli incarichi di funzionario addetto all’Ufficio di Gabinetto e di funzionario addetto alla Divisione Polizia Anticrimine. Il commissario capo Valentina Crispi, funzionario addetto all’Ufficio di Gabinetto, passa alla squadra mobile. Per quanto concerne invece la questura di Trapani Francesco Palermo Patera è il nuovo dirigente della Divisione Amministrativa, Sociale e dell’Immigrazione. Manfredi Lo Presti, ex dirigente del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Palermo, ha invece assunto, da oggi, la guida della Divisione di Polizia Anticrimine. Manovre che rientrano nel piano di un complessivo riassetto che avviene in un periodo molto delicato per le forze dell’ordine e per le istituzioni in genere: si registra un diffuso aumento di episodi di microcriminalità per non parlare del clima sempre più teso che da tempo si respira al Palazzo di giustizia di Trapani. Un magistrato e la sua scorta hanno trovato la pulsantiera dell’ascensore riservato ai pubblici ministeri divelta e penzolante, solo per citare l’ultimo episodio. In precedenza si sono verificati altri fatti che hanno riguardato la sfera privata dei magistrati più esposti: il procuratore capo Marcello Viola, l’aggiunto Ambrogio Cartosio e il pm Andrea Tarondo. Atti intimidatori avvenuti al di fuori del Tribunale e che non sono stati resi noti per ragioni investigative e di sicurezza. A fine estate al Palazzo di giustizia era stata rinvenuta una microspia inattiva in un’area riservata ai magistrati. Circostanza preceduta della manomissione dell’auto blindata di Tarondo all’interno del parcheggio del Tribunale, dall’inseguimento in autostrada dell’auto blu del procuratore capo MarcelloViola e da missive intimidatorie. Tutti episodi che ovviamente alimentano preoccupazione e che aumentano il carico di lavoro delle forze di polizia, alle prese dal canto loro con sempre più pesanti problemi legati alla carenza di uomini e mezzi. Non è infatti una novità la presenza ad Alcamo, così come a Castellammare del Golfo, di una sola pattuglia a disposizione per un territorio così vasto. Considerato che Alcamo ha una seconda cittadella, che è Alcamo marina che dista 7 chilometri dal centro urbano, e che Castellammare ha una vastissima area di villeggiatura ampia diversi chilometri nelle sue diramazioni, ci si rende conto dell’esiguità dei mezzi a disposizione.

 

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