Alcamo, Bottino a secco

Niente acqua dal Bottino di Alcamo dalla tarda mattinata di oggi. L’erogazione, come comunicato dal Comune, è stata interrotta a causa del collasso della condotta che approvvigiona il serbatoio della città, che eroga acqua potabile, dalla sorgente di contrada Dammusi. Immediato l’intervento dei tecnici del Comune e di una ditta specializzata esterna  che sta provvedendo da diverse ore alla riparazione. La rottura alla condotta è stata verosimilmente frutto dell’ennesima frana nei pressi di contrada Dammusi, con tonnellate di terra che si sono staccate dal costone riversandosi su un tratto di rete che ha ceduto a causa del peso. Immediato il sopralluogo dell’assessore ai Servizi manutentivi, Gino Paglino, che rassicura i cittadini “Si tratta di una piccola rottura che probabilmente sarà riparata in giornata – precisa -. Il nostro intervento e quello della ditta esterna è stato immediato e ci siamo resi conto che si tratta di una piccola rottura. Possibile che già in serata torni a sgorgare l’acqua dai rubinetti del Bottino”. Al di là di questo episodio di poco conto, comincia a serpeggiare le preoccupazioni per queste abbondanti piogge che rischiano di mettere costantemente ko la rete idrica. Le previsioni metereologiche , infatti, parlano di frequenti e incessanti precipitazioni nei giorni a venire, condizioni che per l’appunto potrebbero provocare altri smottamenti di terra che causano cedimenti della condotta. Dammusi garantisce all’incirca una quarantina di litri di acqua al secondo mentre la sorgente di Cannizzaro è la più preziosa per Alcamo: da qui arrivano all’incirca 50 litri di acqua al secondo, più della metà del fabbisogno giornaliero dell’intero territorio. Altri 10 litri invece sono garantiti dal dissalatore di Trapani. Da anni ci si interroga sulla necessità di provvedere ad una totale sostituzione della rete idrica ridotta oggi ad un vero e proprio colabrodo. Ma la cosa non è affatto facile: secondo una stima dei tecnici del Comune per la sostituzione servirebbero qualcosa come 2 milioni di euro, soldi di cui l’ente municipale, che da anni subisce continui tagli ai trasferimenti di Stato e Regione e recentemente ha anche sforato il patto di stabilità, non dispone in cassa. La condizione infrastrutturale della rete idrica è molto critica per la cittadina. Non a caso nel periodo invernale spesso si verificano interruzioni dell’erogazione idrica in relazione proprio alla rottura delle condotte. Lo scorso anno si verificò una delle crisi idriche peggiori probabilmente dell’ultimo decennio: in alcuni quartieri l’acqua mancò addirittura per 16 giorni. Molti cittadini esasperati sono stati invece costretti a continui acquisiti di acqua attraverso le autobotti di privati, inferociti contro il Comune per le diverse interruzioni di erogazione idrica che si sono verificate nel tempo. I maligni dicono che dietro a queste emergenze esiste un ben preciso disegno per fomentare il business dei privati ma l’amministrazione comunale ha sempre smentito categoricamente.

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