C/mmare del Golfo: smaltimento reflui, bacchettata dall’Ue

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Castellammare del Golfo citata in tre dei quattro rilievi dell’Unione Europa in tema di smaltimento dei reflui. Un paese “fuorilegge” sotto questo aspetto che da sempre viaggia su questa enorme contraddizione per un paese di fascia turistica. Eppure è proprio così: Castellammare è stata indicata come “inadempiente sul trattamento delle acque reflue urbane” secondo l’accusa formulata dalla Commissione europea, mossa dall’esecutivo dell’Unione Europea davanti alla Corte di Giustizia europea nell’ambito di una specifica causa. La Commissione, secondo quanto hanno spiegato i servizi della Corte europea di Lussemburgo in una nota, con il suo ricorso lamenta che diversi territori italiani, tra cui per l’appunto il paese castellammarese, non hanno dato correttamente attuazione alla ben precisa direttiva del 1991 sul trattamento delle acque reflue urbane. Bruxelles ha quindi chiesto alla Corte di dichiarare che l’Italia è inadempiente rispetto agli obblighi derivanti dalla direttiva. In particolare a Castellammare del Golfo sono stati mossi tre dei quattro rilievi avanzati. Il primo è quello della “omissione delle disposizioni necessarie per garantire che negli agglomerati aventi un numero di abitanti equivalenti superiore a 10 mila unità, le acque reflue urbane confluiscano in reti fognarie e siano sottoposte, prima dello scarico, ad un trattamento secondario o ad un trattamento equivalente”. L’altra omissione è agli “agglomerati scaricanti in acque recipienti considerate aree sensibili in cui le acque reflue urbane che confluiscono in reti fognarie non sono sottoposte ad un trattamento più spinto secondario o equivalente”. La terza e ultima è la mancata progettazione, costruzione, gestione e  manutenzione degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane per ottemperare ai requisiti fissati da una direttiva della Comunità economica europea per garantire prestazioni sufficienti nelle normali condizioni climatiche locali e affinché gli impianti tengano conto delle variazioni stagionali di carico”. Una durissima bacchettata quindi per il paese marinaro che comunque in tal senso si sta già da tempo muovendo. In questi giorni sta procedendo in modo abbastanza veloce l’iter per la progettazione esecutiva  del nuovo depuratore e per la realizzazione del sistema fognario di Scopello. Il Comune nei giorni scorsi ha trasmesso la documentazione inerente ai due progetti al Ministero dell’Ambiente e all’assessorato regionale all’Energia. Nello specifico i due progetti riguardano la costruzione del nuovo depuratore, che sorgerà interrato alla radice del molo foraneo in località Punta dell’Acqua, e la realizzazione delle fognature di Scopello e zone costiere, compresa la condotta di adduzione al depuratore stesso. Un finanziamento, già accordato dal Cipe, di oltre 18 milioni di euro che dovrebbe far del tutto far superare le infrazioni evidenziate dall’Unione Europea. L’impianto progettato avrà la capacità di depurare le acque ad un livello tale che, con una semplice disinfezione, consentirà il riutilizzo della stessa per acqua di lavaggio sia nell’ambito delle attività portuali che nell’ambito della pulizia delle strade cittadine. Sarà utile per un bacino di 30 mila abitanti.

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