Trapani: ludopatia allarme sociale

TRAPANI – Nel 2007 l’apice di un fenomeno che portò ad una serie di suicidi. Ora ci si trova a lottare contro un fatto oramai consolidato. In provincia di Trapani la ludopatia, la patologia da gioco d’azzardo che come verificato da test medici crea una vera e propria dipendenza, è diventata oramai una piaga che si è allargata a macchia d’olio, un vero e proprio fenomeno sociale. Appena 6 anni fa il problema scoppiava in tutta la sua violenza a Marsala dove fu accertato dalle forze dell’ordine che diversi suicidi erano maturati nel contesto di persone ridotte sul lastrico a causa soprattutto dei cosiddetti videopoker. Ne seguirono controlli a tappeto ma il fenomeno oggi resta ancora oggi radicato, forse anche più di prima perché è stato accertato dalle organizzazioni di categoria che ora ad essere attirati nella rete sono anche i giovanissimi, tutti alla ricerca di quella fortuna che non arriverà mai. Nel marsalese da tempo oramai è scattato l’allarme asociale tanto da spingere  il sindaco,  Giulia Adamo, a chiedere al prefetto di Trapani, Marilisa Magno. di “valutare l’opportunità di programmare un incontro con i sindaci della provincia, al fine di affrontare il problema e trovare idonee soluzioni, come l’individuazione di un criterio per limitare l’apertura di locali con apparecchi di video/lotteria, sale giochi e centri di scommesse, sempre più presi d’assalto”. Ora sulla questione torna il consigliere comunale di Marsala Pino Carnese, che propone un percorso alternativo. Il rappresentante del Pdl suggerisce di trovare un accordo con i proprietari degli esercizi commerciali al cui interno si trovano le macchinette da gioco, spronandoli a rinunciare a video poker e slot machine in cambio di agevolazioni fiscali, come ad esempio sconti sull’imposta Imu e sulla futura Tares. Una sorta di compenso per chi rinuncia agli introiti di queste macchinette mangiasoldi e rovina famiglie. Valutare la proposta del consigliere comunale ora spetta al sindaco e alla giunta, che dovranno discutere l’idea di Carnese ed eventualmente creare i presupposti per l’attuazione con l’emanazione di un consequenziale provvedimento. Secondo la classifica stilata dal Sole 24 ore la provincia di Trapani vanta una spesa pro capite di 732 euro l’anno per giochi d’azzardo, pari a 4,68 per cento di Pil. In soldoni oltre 316 milioni di euro spesi senza contare tutte le varie scommesse on line, del poker e di altri giochi analoghi.