Trapani-Legali vescovo Miccichè contro tutto e tutti

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TRAPANI – Monsignor Francesco Miccichè passa al contrattacco. L’ex vescovo di Trapani, indagato per appropriazione indebita di fondi pubblici, ha avviato una serie di azioni giudiziarie per tutelare la sua immagine. Ad annunciarlo sono stati i suoi legali, gli avvocati Mario Bernardo e Francesco Troia, dopo le recenti indiscrezioni di stampa sull’indagine a carico del prelato. “Le inchieste che hanno investito recentemente Sua Eccellenza – scrivono in una nota i due difensori – finora si sono dimostrate il frutto delle testimonianze di soggetti più interessati a compiacere i propri interlocutori e i propri ispiratori, piuttosto che alla verità. Le carte investigative, rese già disponibili dalle dinamiche processuali, tradiscono il limite di una indagine basata su fonti compromesse da tensioni o problematiche personali, ovvero contagiate dalle malevole ed anonime voci che da anni, senza riscontro, pervadono il Trapanese”. Secondo i legali il mezzo secolo di sacerdozio di Miccichè, che pubblicamente si è sempre schierato contro l’immoralità, la criminalità organizzata e le occulte concentrazioni di potere, potrebbe avere dato fastidio a qualcuno che sta pigiando sull’acceleratore per far trapelare indiscrezioni spesso fuorvianti. Bernardo e Troia precisano infatti che l’alto prelato risulta indagato solo per astratte ed indeterminate ipotesi di appropriazione dei fondi dell’8 per mille e di beni artistici che, peraltro, nessuno degli aventi diritto ha mai denunciato sottratti. Gli avvocati sostengono infatti che le opere sequestrate, sottoposte al vaglio di tecnici esperti, sono risultate per la maggior parte di modestissima fattura, diverse sono le copie di pezzi conservati altrove ed addirittura sono stati riconosciuti dei falsi, quindi privi di valore. Non viene risparmiata dalle critiche neanche la Procura di Trapani rispetto al fatto che molte sono state le indiscrezioni delle indagini trapelate e non sarebbe quindi stato garantito il segreto istruttorio. E in merito proprio alle notizie venute fuori sono state tutte denunciate davanti alle autorità giudiziarie e si procederà alle richieste di risarcimento del danno. “Tale situazione – scrivono ancora i due avvocati – ha comunque sollevato un problema che, come operatori del diritto, non possiamo ignorare, poiché abbiamo riscontrato che nel passato i propositi della Procura sono stati spesso percepiti anticipatamente dalla stampa; la impermeabilità degli Uffici dei Tribunali è garanzia di Diritto e di civiltà giuridica, negarne il valore ed ignorarne il pericolo svilisce il lavoro di chi è chiamato a servire lo Stato e le sue leggi. Sicché, sarà iniziativa dei prossimi giorni procedere a segnalare e richiedere agli Uffici competenti di intervenire”.