Trapani calcio, tarda avviso comunale. Riapertura pista Dattilo?

Dovrebbe essere emanato, da un giorno all’altro, l’avviso pubblico del Comune di Trapani che darà la possibilità di ripartenza per il calcio con l’iscrizione in sovrannumero al prossimo campionato di serie D. Dopo il passo indietro dell’imprenditore palermitano Ettore Minore, sono rimasti quattro i soggetti che hanno già presentato una manifestazione di interesse al titolo sportivo del Trapani.

Altri potranno però partecipare all’avviso pubblico del Comune, emanazione che però sta ritardando. I quattro che hanno inoltrato a suo tempo manifestazione di interesse sono Roberto Lio che rappresenta Zoran Popovic (supportato in città da un promotore finanziario); l’avvocato Francesco Di Deco, che rappresenta un gruppo che lavora nel mondo del calcio; il Comitato «C’è chi il Trapani lo ama», e l’imprenditore Renato Picciotto, quest’ultimo pur presente a Trapani ha però snobbato l’incontro promosso in Comune dal sindaco Tranchida e svoltosi una decina di giorni fa.

Dopo Ettore Minore anche altri pare stiano riflettendo sulle richieste avanzate dal sindaco di Trapani prima di affidare, attraverso avviso pubblico, il titolo sportivo e far rinascere il calcio nella città trapanese. Intanto l’impasse, ma soprattutto le richieste del primo cittadino trapanese, esose e particolarmente dettagliate, potrebbero rimettere in gioco il titolo del Dattilo, squadra che attualmente naviga nelle zone play-off della serie D. Una trattiva fra la società del presidente Mazzara e il finanziere italo-svizzero De Picciotto c’era già stata 4 mesi fa. Erano anche state stabilite le cifre in caso di salvezza o di promozione del Dattilo e pure una cospicua sponsorizzazione.

Poi l’intesa saltò e l’interesse si sposto sull’avviso pubblico del comune di Trapani, ancora non diramato. Nella vicenda del futuro del calcio tranata, abbastanza ingarbugliata, si inseriscono anche le enormi difficoltà nei rapporti fra Comune capoluogo e Libero Consorzio. L’ex provincia regionale, infatti, non è mai stata interpellata quando invece è l’unico ente legittimato, in quanto proprietario, a gestire lo stadio in cui dovrà giocare la nuova società.