Trapani: arriva la tassa di soggiorno dal 2014

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TRAPANI – Dall’1 gennaio prossimo soggiornare a Trapani avrà un suo costo suppletivo. Soldi che incasserà il Comune e che, secondo quanto annunciato dall’amministrazione comunale, saranno investiti sul settore turistico. Entra in vigore, di fatto, la tassa di soggiorno. Il Comune ha adottato questo provvedimento nell´ambito delle disposizioni in materia di federalismo municipale. Ha approvato il relativo regolamento comunale che in pratica regola il pagamento della tassa di soggiorno da parte di chi utilizzerà alberghi, bed & breakfast e pensioni e vi pernotterà. Il gettito dell´imposta è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione,fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali. L´imposta di soggiorno è applicata secondo criteri di gradualità, in proporzione al prezzo,nel limite massimo di 5 pernottamenti consecutivi nella stessa struttura ricettiva. Le tariffe sono state approvate con delibera di giunta dello scorso 11 dicembre. Sono state individuate tre fasce in base al costo della camera: la prima è per importi fino a 35 euro a notte, la seconda va per le tariffe comprese tra 35 e 70 euro mentre la terza fascia è per un prezzo superiore alle 75 euro. L’imposta fissata è di 50 centesimi per la fascia più bassa, un euro per le camere da 35 a 70 euro e un euro e 50 centesimi per la fascia più alta. Non saranno tenuti al pagamento i bambini fino a dieci anni di età. Esentati dall’imposta i disabili ed i malati che effettuano terapie in strutture del territorio comunale, assieme a chi li accompagna, oltre che agli autisti dei pullman e gli accompagnatori turistici. Infine, la tassa di soggiorno non si pagherà nel periodo che va dal 10 gennaio al 20 marzo e dal primo novembre al 20 dicembre. Alla fine è stato deciso di non destinare i proventi di questa imposta alla copertura della quota associativa per il sostentamento dell’aeroporto di Birgi: soldi che saranno appostati in un altro capitolo di bilancio. L’introduzione della tassa di soggiorno aveva scatenato un gran vespaio di polemiche non solo a Trapani ma anche nel resto della provincia. Perché l’idea di inserire un ulteriore “obolo” non è stato ben visto dagli operatori locali del settore, spaventati dalla crisi e dalla possibilità che magari il turista possa anche decidere di andare altrove perché impossibilitato a sopportare i costi del soggiorno. Inizialmente si era parlato della tassa di soggiorno proprio in funzione del rinnovo del contratto con la compagnia low cost della Ryanair che fa scalo a Birgi, ancora oggi in bilico per via della imminente soppressione della Provincia che era l’azionista di maggioranza dell’Airgest, la società che gestisce i servizi a terra dello scalo trapanese.