Tragedia ‘Nuova Iside’, riverniciata petroliera incriminata. Procura dispone altra consulenza

Da sinistra Matteo Lo Iacono e il peschereccio

La petroliera Vulcanello sarebbe stata riverniciata quando già era stata aperta l’inchiesta della Procura per cercare di capire se si fosse davvero scontrata con il peschereccio Nuova Iside, affondato il 13 maggio nelle acque di San Vito Lo Capo. Nella tragedia morirono tre pescatori di Terrasini, Matteo, Giuseppe e Vito Lo Iacono: il corpo di quest’ultimo non è mai stato ritrovato. L’ipotesi della Procura è che il rappresentante della società armatrice dell’imbarcazione, la “Augusta Due srl”, abbia ordinato una “sovra-pitturazione della parte dello scafo che si trova al di sopra della linea di galleggiamento. Raffaele Brullo è quindi indagato sia per frode processuale che per favoreggiamento.

A scoprire la presunta riverniciatura della petroliera sono stati i consulenti nominati dai pubblici ministeri, che avevano avuto proprio l’incarico di verificare se sulla Vulcanello potessero esservi dei segni riconducibili ad una collisione con la Nuova Iside. L’intervento sulla petroliera sarebbe stato compiuto in navigazione, lungo la tratta Vibo Valentia-Augusta, prima di essere sequestrata. Rispetto alle immagini riprese dalla polizia calabrese il 21 maggio, infatti, la parte di scafo apparirebbe ripulita. E’ per questo che la Procura ha chiesto e ottenuto dal GIP un incidente probatorio. In particolare, il perito dovrà accertare – una volta rimosso lo strato di vernice sovrapposto – in che condizioni fosse lo scafo della petroliera al momento dell’affondamento della Nuova Iside e dovrà anche stabilire la causa e la natura dei segni di strisciate visibili nelle video-riprese eseguite il 21 maggio in Calabria. Infine, dovrà chiarire se questi segni siano compatibili o meno con l’impatto tra la petroliera e il peschereccio.

Oltre all’armatore Brullo sotto inchiesta per naufragio, omicidio colposo e omissione di soccorso sono finiti il comandante della Vulcanello, il timoniere e il Terzo sottufficiale di coperta. L’incarico per i nuovi accertamenti sarà affidato il 20 agosto a Giorgio Barbagelata, consulente tecnico del tribunale di Genova. Dopo queste ultime novità sulle indagini, i parenti dei Lo Iacono sono tornati a parlare: “Abbiamo chiesto più volte allo Stato che venga recuperato il peschereccio dove all’interno si potrebbe trovare il mio Vito – ha detto la fidanzata Giovanna Leone – Non abbiamo ancora ricevuto una risposta che crediamo di meritare”. “Dopo la notizia di ieri non riesco più a trovare le parole – ha aggiunto sconsolata Rosalba Cracchiolo, madre di Vito e moglie di Matteo Lo Iacono – Cercare di occultare le prove è una cosa grave. Io non mi fermerò davanti a nulla. Andrò avanti affinché venga recuperato il relitto del Nuova Iside. Mio figlio merita una degna sepoltura”.