Tassa rifiuti-Ancora aumenti ad Alcamo, si risparmia a Castellammare

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L’Srr Trapani Nord presenta il conto ai Comuni del trapanese in vista della nuova gestione della raccolta dei rifiuti che dovrà subentrate all’Ato in via di liquidazione. Soltanto per Alcamo è stato previsto un aumento di mezzo milione di euro quale quota parte per la raccolta e smaltimento dell’immondizia. Molto meglio a Castellammare del Golfo dove invece si arriverebbe a risparmiare 400 mila euro. Ma ancora è tutto in alto mare: l’assemblea dei Comuni soci ha chiesto di rivedere il criterio per la ripartizione del costo complessivo dell’appalto che per Alcamo, Castellammare, Buseto Palizzolo, Caltafimi, Custonaci, Erice , Favignana, Marsala, Paceco, Pantelleria, San Vito Lo Capo e Valderice, ammonta complessivamente all’incirca a 26 milioni di euro. Proprio in questi giorni la giunta municipale di Castellammare ha approvato la delibera di adesione all’Srr in base al nuovo criterio di ripartizione del costo complessivo dell’appalto per la raccolta dei rifiuti stipulato con Aimeri, applicando il metodo della proporzione tra il personale assunto e i rifiuti prodotti. In questo modo Alcamo passa dagli attuali 4 milioni e 987 mila euro di costo annuo del servizio ai 5 milioni e 560 mila euro. Una vera stangata che inevitabilmente si ripercuoterà sulle tasche dei cittadini a cui toccherà ripianare questo aumento. Soluzione a cui il Comune alcamese, che comunque lo scorso marzo si era opposto votando contro in assemblea, dovrà necessariamente accodarsi. In base alla nuova ripartizione Alcamo è praticamente socio al 21 per cento dell’Srr, secondo soltanto a Marsala nel suo ambito. Nel 2014 sono stati smaltiti quasi 20 milioni di chili di immondizia. La cittadina alcamese si farà carico di 106 lavoratori mentre a Castellammare ne spetteranno 29. Ora saranno dolori per i contribuenti alcamesi che già negli ultimi anni si sono dovuti fare carico di aumenti considerevoli. Lo hanno fatto nel 2009 quando ci fu un’impennata del 120 per cento, poi seguì una sensibile riduzione per tornare ad un nuovo maxiaumento nel 2013 che ha inciso mediamente per le famiglie attorno al 40 per cento. In pratica una famiglia tipo, composta da quattro persone che abita in un appartamento di 100 metri quadrati, paga sino ad oggi 285 euro. Un solo componente invece paga 160 euro, con due si sale a 224 euro. Così via via sino a 6 o più componenti che dovranno sborsare 311 euro. Per ciò che concerne invece le attività imprenditoriali, commerciali, produttive e altre tipologie la storia cambia. Amministrazione e consiglio comunale hanno voluto maggiormente salvaguardare queste categorie. Tanto è vero che negozi di abbigliamento, calzature, ferramenta e cartoleria pagheranno il 10 per cento in meno rispetto allo scorso anno; addirittura il 20 per cento per rivenditori di tappeti, tende e tessuti. Per attività industriali e capannoni, alberghi e ristoranti la tassa rimane invariata, contrazione del 17 per cento per le aree artigianali. Per tutte le altre tipologie invece si riscontrano aumenti che oscillano tra il 2 e il 92 per cento: il picco più alto lo hanno dovuto assorbire i negozi di frutta e verdura.