Sicilia quasi blindata, troppo tardi? Probabilmente no. Musumeci chiede anche l’Esercito

Sospensione dei collegamenti aerei, nazionali e internazionali, a eccezione di due voli al giorno tra Roma e Palermo e altrettanti fra la stessa capitale e Catania; blocco di tutti i pullman che fanno servizio interregionale e dei servizi marittimi per il trasporto passeggeri. In entrata soltanto le merci. Sarà mantenuto un solo treno intercity diurno. Queste le richieste del presidente della regione, Nello Musumeci, che sono state accolte dal ministro dei trasporti De Micheli, per contenere il contagio del Coronavirus nell’isola. Rimarranno possibili gli spostamenti per i passeggeri da Villa San Giovanni e Reggio Calabria a Messina e viceversa, ma solo per comprovate esigenze di lavoro o di salute. Musumeci ha chiesto anche al ministro della Salute, Roberto Speranza, i necessari controlli sanitari alla partenza sia per i passeggeri che per i conducenti di mezzi di trasporto merci.

Il presidente della Regione aveva pure sollecitato “l’intervento dell’Esercito” per “contrastare gli arrivi dal Nord Italia” in Sicilia. “I prefetti sono stati avvertiti – aveva detto Musumeci – si tratta di destinare una parte dei soldati che già sono su strada ai controlli nei punti di arrivo in Sicilia”. Ieri il presidente della Regione aveva espresso preoccupazione per il rientro di oltre 31.000 persone in pochi giorni provenienti dal Nord Italia, sollecitando al ministro Lamorgese “maggiori controlli”.

“È chiaro che, insieme al nostro personale sanitario ed ai volontari, agli arrivi nei porti, negli aeroporti e nello stretto di Messina – ha spiegato il governatore – serve avere anche uomini in divisa. I volontari della Croce Rossa e le guardie del corpo forestale regionale non possono assolutamente bastare. C’è sempre lo sciocco, il furbo, quello che si sente invulnerabile. E tutto questo mette a rischio il sacrificio che cinque milioni di persone stanno facendo in Sicilia con grande senso di responsabilità”.

A questo punto non resta altra soluzione che chiedere l’impiego dei soldati dell’esercito. “Non si tratta di mettere i carri armati sulle strade – ha chiarito Musumeci – ma di coadiuvare le Forze dell’ordine, nello scoraggiare gli arrivi dal Centro-nord, ma anche da altri Paesi del Mediterraneo, visto che la Sicilia è una regione di frontiera. Proprio per questo ho chiesto al ministro dei Trasporti di predisporre un’ordinanza che blocchi non solo tutti gli arrivi dei mezzi di trasporto nelle ore notturne, ma di impedire o limitare il movimento dei passeggeri extraregionali, consentendo soltanto il trasporto delle derrate alimentari”.

Intanto qualcuno pensa anche di trasformare la protezione civile in difesa civile. Questo significa, in estrema sintesi, che siamo in guerra ma non contro eserciti reali bensì contro un nemico invisibile, non virtuale purtroppo, ma assolutamente reale.