Sicilia, la Cigl: caos insegnanti per immissioni in ruolo

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36391165 - pupils raising their hands during class at the elementary school

In Sicilia, regione col più alto tasso di disoccupazione giovanile non si trovano insegnanti da assumere a tempo indeterminato. Mancano maestri, insegnanti di sostegno e professori. Tantissimi insegnanti della scuola media e superiore. A far conoscere la paradossale situazione in cui si è trovata la Sicilia quest’anno è stata la Flc Cgil, che ha pubblicato il resoconto delle immissioni in ruolo concluse entro lo scorso 30 agosto. Sostiene il sindacato: “i precari ci sono, ma sono inseriti nelle graduatorie sbagliate. Oppure, pur insegnando da anni come supplenti, non hanno i requisiti previsti per essere assunti in pianta stabile”. Ma vediamo i numeri quest’anno, a fronte di 2.483 posti assegnati all’Isola dal ministero dell’Istruzione per la stipula di contratti a tempo indeterminato risultano regolarmente caricati nel cervellone ministeriali “soltanto” 1.530 contratti. Viene quindi fuori che 953 post non sono stati assegnati per mancanza di aspiranti inseriti nelle graduatorie da cui è possibile prelevare i nominativi per le assunzioni: le graduatorie provinciali ad esaurimento (le Gae) e le liste degli ultimi concorsi, ordinari e straordinari, banditi. In termini percentuali, soltanto il 62% delle cattedre disponibili è andata al ruolo. La restante parte verrà assegnata dai dirigenti scolastici ai supplenti delle graduatorie d’istituto. “In Sicilia – spiega Adriano Rizza, della Flc Cgil regionale – è un problema che riguarda, prevalentemente, il primo e il secondo grado laddove i precari sono collocati soprattutto nelle graduatoria di seconda e terza fascia d’istituto. Graduatorie dalle quali non si può attingere per le immissioni in ruolo”. Mancano all’appello precari titolati (abilitati e inseriti nelle graduatorie giuste) di Italiano, Matematica e Strumento musicale alla media, insegnanti di sostegno e non si trovano ingegneri per alcune materie che si insegnano negli istituti tecnici. Ma anche semplici diplomati che ricoprano il ruolo di insegnante tecnico-pratico nei laboratori e qualche maestro di scuola dell’infanzia e primaria. Per ovviare ad una stortura che fa male alla scuola e mal si concilia con il 33,4% di disoccupazione giovanile (25/34 anni) siciliana, per Rizza, “va rivisto urgentemente il sistema di reclutamento con un decreto per i precari che preveda un immediato avvio di concorsi ordinari e straordinari e i PAS (i Percorsi abilitanti speciali) per consentire ai docenti che hanno i requisiti previsti dalla legge di acquisire, in tempi brevi, l’abilitazione”.