Scendono a 14 le liste per il consiglio comunale di Alcamo, 330 i candidati. Legge prevede ‘effetto trascinamento’

Con l’esclusione della lista ‘Centrali – Sicilia Futura’, scendono da 354 a 330 i candidati per il consiglio comunale di Alcamo. Scende anche il numero delle donne in corsa, adesso 130 e diminuiscono anche i mellennians in lizza, erano dieci ed ora sono nove. Saranno quindi 14 le liste che concorreranno al rinnovo del consiglio comunale alcamese. Una. Fratelli d’Italia, a sostegno del candidato sindaco Alessandro Fundarò; due a supporto di Giusy Bosco, partito democratico e UDC; tre al fiano di Domenico Surdi, uscente, Movimento 5 Stelle, ABC e Avanti con Surdi; otto collegate a Massimo Cassarà (Forza Italia, movimento VIA, Cantiere Popolare, Lega, SiAmo Alcamo, Nuove Autonomie, Alba e Con Alcamo nel cuore).

Gli alcamesi, così come i residenti negli altri comuni siciliani in cui si vota, potranno recarsi alle urne dalle 7 del mattino e fino alle 22 della sera di domenica 10 ottobre e poi nella mattinata di lunedì. Gli elettori potranno dare una sola preferenza, apponendo un segno sul simbolo, per il candidato sindaco e due per il consiglio comunale. Le due preferenze per il consiglio dovranno ovviamente essere riferite ad altrettanti candidati della stessa lista ma esclusivamente di sesso differente, uno uomo e una donna. In caso di due uomini o di due donne, il voto verrà annullato.

La legge elettorale regionale prevede anche l’effetto trascinamento. Se l’elettore apporrà il segno soltanto sul contrassegno di una lista in corsa per il consiglio comunale e nessuno sui nomi dei potenziali sindaci, il voto andrà automaticamente al candidato sindaco collegato a quella lista per il consiglio comunale. Chi vota avrà comunque anche la libertà di effettuare il voto disgiunto, potrà scegliere un candidato consigliere di una coalizione e un candidato sindaco di un’altra. Le amministrative in Sicilia prevedono anche il doppio turno, cioè il ballottaggio. Nella nostra regione vige però una differenza sostanziale rispetto al resto d’Italia. Per eleggere un sindaco al primo turno, ed evitare quindi il ritorno alle urne dopo due settimane, basterà che uno dei candidati raggiunga il 40% dei voti espressi più uno.  In caso contrario andranno al ballottaggio i due candidati a sindaco più votati.