“Santu Patri”, niente festa e processione. Soltanto scampanii

Un santo a difesa dei più deboli, del popolo e della famiglia, questo è San Francesco di Paola. Per questo gli alcamesi, soprattutto la parte più genuina e credente della cittadinanza, da sempre ha avuto una grande devozione verso quello che è anche il patrono della Sicilia. La “Festa di lu Santu Patri” ha quindi un rilievo elevatissimo, seconda in città soltanto a quella della patrona Maria Santissima dei Miracoli. Quest’anno però, come già capitato per i riti e le funzioni della Settimana Santa, il coronavirus ha fermato tutto. La parrocchia, diretta da don Salvatore Grignano, aveva da tempo stilato il programma e preparato le locandine ma l’epidemia ha annullato ogni cosa.

Come di consueto la festa dedicata al santo calabrese, vissuto anche per tre anni in Sicilia e per oltre un ventennio in Francia, cade proprio oggi, in occasione della seconda domenica dopo Pasqua. Niente bancarelle,  niente “calia e simenza”, niente giochi d’artificio, niente novena e niente processione. Unica concessione, lo scampanio per due volte durante la giornata di oggi: alle 12,15 e alle 18. La chiesa rimarrà chiusa anche per la festa e riaprirà domani e negli altri giorni feriali, soltanto per le preghiere individuali, dalle ore 10 a mezzogiorno. I fedeli hanno anche esposto sui balconi immagini, quadri e statue di San Francesco di Paola.

Il programma già stilato non prevedeva più il Corteo Storico Rievocativo già sostituito lo scorso anno dai Quadri Viventi sulla vita del Santo. La chiesa di San Francesco di Paola sorge in uno dei quartieri a più forte vocazione popolare e religiosa di Alcamo. Nata come chiesa del Santissimo Crocifisso concessa nel 1596, assieme al convento, ai Padri Minimi di San Francesco Di Paola (primo padre fu Pietro Sciacca), nel 1921 venne ceduta al vescovo di Mazara del Vallo, diocesi di cui all’epoca faceva parte anche Alcamo, perché la elevasse alla dignità di chiesa parrocchiale. L’iter si concluse nel luglio del 1925 quando nacque effettivamente la parrocchia di San Francesco di Paola, così denominata perché attigua all’ex convento dei padri minimi, divenuto nel frattempo ospedale “San Vito e Santo Spirito”.