Salemi, focolaio in un ristorante. Positivi anche dentista e due alcamesi

Torna la preoccupazione per il covid in provincia di Trapani, soprattutto a Salemi ed Alcamo. Come avvenuto qualche mese fa per una festa in un baglio di Castellammare del Golfo, organizzata per festeggiare un diciottesimo di una ragazza salemitana, adesso un grosso focolaio potrebbe registrarsi fra coloro che hanno frequentato il ristorante ‘La Giummara’ di Salemi o che sono stati ospiti del B&B ad esso collegato.

Uno dei titolari è stato ritrovato positivo sabato scorso. Immediatamente è scattata la chiusura del locale, solitamente molto frequentato, ed è partita l’attività di contact tracking del personale sanitario del servizio epidemiologico dell’ASP. Sono purtroppo già arrivati i primi risultati. Un altro Salemi Tano, cliente del ristorante, è risultato contagiato. Tampone positivo anche per un dentista di 35 anni che ha uno studio odontaiatrico ad Alcamo e per due alcamesi di 43 e 45 anni. Tutti, asintomatici e posti in isolamento domiciliare, avevano cenato alla Giummara fra il 20 e il 22 agosto.

Questa mattina sono stati effettuati tantissimi tamponi e di molti altri, tutti collegati al ristoratore che è ricoverato in condizioni abbastanza serie, e si attendono a breve i risultati. Il focolaio potrebbe essere abbastanza vasto perché riguarda un periodo di tempo che va dal 16 al 29 di agosto e un locale che ogni giorno fa diverse decine di coperti. Per non parlare delle persone che hanno dormito nel B&B e che potrebbero essere entrate in contatto con il ristoratore che è anche uno dei gestori.

Per fortuna l’opera dei sanitari nel risalire alla rete dei contatti viene facilitata dalla libera iniziativa delle persone che hanno frequentato il locale salemitano in quel periodo e che si stanno via via auto-denunciando. Ovviamente è stata sospesa sia l’attività del ristornate che del B & B. Anche il sindaco di Salemi, Domenico Venuti che teme il ritorno della zona rossa, ha lanciato un appello fornendo anche i numeri dei medici in servizio al dipartimento di Prevenzione dell’Asp. Non servono allarmismi ma serve la massima cautela. Di certo è che si ripresenta questo strano filo che unisce i due comuni, Salemi ed Alcamo, divenuti nella prima fase dell’epidemia quelli con più casi in provincia.