Rilasciati i tre pescherecci mazaresi

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    Possono finalmente fare ritorno a casa i tre pescherecci mazaresi Boccia II, Maestrale e Antonino Sirrato, con i loro 19 uomini di equipaggio, che dal 7 giugno scorso si trovano a Bengasi, dove erano stati condotti dopo esser stati sequestrati a 42 miglia dalla costa libica da cinque miliziani libici armati. Gli armatori dovranno pagare una multa complessiva di quattromila euro. Lo ha deciso la Corte militare davanti alla quale sono comparsi ieri i marittimi, assistiti dalla diplomazia italiana.

    Sull’evoluzione positiva della vicenda il Sindaco di Mazara del Vallo Nicola Cristaldi ha espresso “viva soddisfazione per la liberazione dei motopesca e dei loro equipaggi, anche perché la vicenda aveva assunto livelli di difficoltà molto complessi  – ha dichiarato – che rischiavano di creare elementi di rottura con una politica di cooperazione tra la nostra marineria e l’economia libica”.

    I marittimi sono stati assistiti dall’Ambasciata italiana a Tripoli, dal Consolato italiano, dalla Presidenza del Consiglio italiana e dal Distretto produttivo per la pesca Cosvap. La Corte di Bengasi ha scagionato i marittimi dall’accusa di avere pescato nella zona di pesca esclusiva libica e ha fatto decadere l’altra ipotesi di reato di avere pescato reperti archeologici sommersi. Quest’ultima imputazione era legata al fatto che a bordo di uno dei pescherecci erano stati trovati alcuni cocci di anfore che erano rimasti attaccati alle reti durante una battuta di pesca.

    E il Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, che ha appreso della liberazione dei tre pescherecci mentre si trova a Tunisi per un incontro di formazione con gli studenti che frequentano il seminario vescovile di Mazara del Vallo, ha dichiarato: “Dopo quasi un mese di incertezza e di preoccupazione finalmente oggi è arrivata la buona notizia dell’assoluzione e della liberazione dei tre equipaggi mazaresi sequestrati a Bengasi. Li aspettiamo ora a Mazara del Vallo perché possa essere piena la loro gioia e quella delle loro famiglie. Ringrazio quanti si sono adoperati per il rilascio, dalle autorità diplomatiche al presidente del Cosvap Giovanni Tumbiolo che ha assicurato vicinanza ai pescatori. La gioia di questa liberazione non può, però, farci dimenticare che è oramai necessario che si affronti la questione delle acque territoriali.

    L’auspicio di Mogavero è che le autorità politiche affrontino immediatamente il contenzioso che a tutt’oggi continua a tenere in ansia i pescatori mazaresi  nelle loro battute di pesca”.