Rifiuti, cambio gestore ad Alcamo. Operatori in agitazione, Comune non può rimpinguare fondi

Da lunedì prossimo, primo di giugno, dovrebbe essere posta la parola fine al contratto fra Comune di Alcamo ed Energeticambiente, avviato più di dieci anni fa quando l’azienda lombarda portava il nome di Aimeri. Dopo una lunghissima serie di rinnovi e di proroghe, passaggi sulla cui chiarezza e legittimità l’ANAC, l’autorità nazionale anti corruzione, ha sentito a Roma il sindaco Surdi e il segretario
generale del Comune Bonanno, il 31 maggio terminerà l’ultima proroga.

Già quindi programmato l’avvicendamento di imprese nella gestione del servizio di raccolta rifiuti con il subentro dell’ATI Fratelli Mirto/Camedil, giunta seconda in quel tribolatissimo appalto ponte semestrale, vinto dalla Tekra, azienda che rinunciò dopo un lungo tira e molla. In relazione all’imminente passaggio di consegne, si sono però messi di traverso i sindacati che hanno dichiarato lo stato di agitazione dei 108 dipendenti e avviato quindi le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge.

Al centro della vertenza c’è la salvaguardia dei livelli occupazionali. La nuova ditta, infatti, dapprima aveva proposto l’impiego di solo 73 delle 108 unità in servizio con Energeticambiente sul territorio di Alcamo e poi, sempre per rientrare nel piano economico predisposto dall’amministrazione Surdi e dalla direzione comunale 2, l’utilizzo della totalità della forza lavoro ma con contratto part-time al 50%. La percentuale veniva poi aumentata all’83% sull’attuale orario pieno di lavoro.

La proposta è stata poi confermata nell’ultimo confronto in web-conference, alla presenza di un rappresentante del prefetto di Trapani, in cui il sindaco di Alcamo ha ribadito di non potere effettuare sforzi aggiuntivi al piano economico. “La Mirto/Cameidl – affermano in una nota i sindacati Cgil, Cisl e UIL – ha intercalato
dapprima una generica e non analitica proposta di contratti di solidarietà difensivi e poi una estemporanea riduzione dell’orario di lavoro settimanale per l’intera platea degli operatori”.

Alla luce di ciò le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato dei lavoratori, aperto formalmente le procedure di raffreddamento e chiesto al Prefetto di Trapani la convocazione di un tavolo urgente. Il tribolato subentro della Fratelli Mirto ad Energeticambiente passa comunque anche da un’altra ingarbugliata e spinosa vicenda, quella di un particolare ‘entra ed esci’ dell’azienda sancipirellese dalla white list della prefettura di Palermo con il TAR che adesso ha sospeso l’ultima interdittiva antimafia emessa ai danni della stessa Mirto.

La vicenda sarà discussa il 5 giugno dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale. Potrebbe quindi anche accadere che l’azienda il primo giugno entri in servizio e che, dopo alcuni giorni, sia costretta a fermarsi. Questo, per di più, proprio in un particolare periodo in cui Alcamo e il suo territorio necessitano di maggiore pulizia in concomitanza dei trasferimenti nelle case di villeggiaturra e ad Alcamo Marina. Il degrado, lo scempio e il cattivo odore dappertutto, nel giugno scorso, nella frazione balneare alcamese, sono ancora nella memoria e nelle narici di tutto.