Ricomincia il processo a David Costa

     

     

    David Costa,  entrò a far parte del governo regionale di Totò Cuffaro giovanissimo, ne uscì nel 2005 dapprima per un avviso di garanzia e poi per l’arresto che avvenne nel novembre dello stesso anno.  SCosta aveva chiesto e ottenuto il rito abbreviato e fu assolto in primo e in secondo grado ma pochi mesi fa i  giudici della Cassazione che hanno discusso il ricorso della Procura generale di Palermo contro l’assoluzione hanno deciso di revocare l’assoluzione.

     

    Le accuse per l’ex assessore regionale riguardano la sua presunta disponibilità con l’organizzazione mafiosa. I magistrati della Dda di Palermo.

     

    Le indagini furono coordinate dai pm Massimo Russo e Roberto Piscitello che contestarono all’on. Costa precise responsabilità: la mafia marsalese si sarebbe presa molta cura delle sue campagne elettorali, l’on. Costa dal canto suo avrebbe utilizzato la propria carica politica per convincere i vertici del Banco di Sicilia a risolvere una pendenza con un soggetto “raccomandato” dalla mafia, per agevolare un finanziamento ad una cooperativa agricola, per trovare una occupazione a soggetti “segnalati” ancora da Cosa nostra, impedendo nelle elezioni amministrative a Marsala dei primi anni del 2000 la candidatura a sindaco del senatore socialista Pietro Pizzo, garantendo alla mafia ogni appoggio a proposito di appalti.

     

    Durante il processo sarebbe emersa la circostanza che in un caso addirittura David Costa avrebbe incontrato un boss latitante, Natale Bonafede, circostanza rivelata da un medico, Giuseppe Galfano che poi fu candidato Sindaco del centrodestra nel 2001 e- che poi però ha ritrattato una volta chiamato a deporre.

     

    Nel 2005 quando David Costa ricevette  avviso di garanzia, andò ad incontrare Casini, allora presidente della Camera che gli avrebbe promesso un seggio in Parlamento. Ora il processo ricomincia daccapo.